«La Reggiana ha tutto per conquistare la B»
Il presidente granata Carmelo Salerno analizza il momento e sembra escludere un ricorso al mercato di gennaio
Reggio Emilia «Se mi è piaciuta la Reggiana? No, non abbiamo fatto una buona partita. Perché se il nostro obiettivo è vincere il campionato, con il Pontedera dobbiamo vincere. E lo dico con il massimo rispetto per il Pontedera».
Il giorno dopo il pareggio in casa con i toscani guidati dagli ex granata Espeche e Martinelli, il presidente della Reggiana Carmelo Salerno, non trova molti motivi per essere soddisfatto. Due punti lasciati per strada, gli ennesimi regali che alla fine potrebbero costare carissimi. E lui, l’architetto “malato di calcio”, lo sa perfettamente. Sa perfettamente che quella che si stanno giocando Diana e i suoi ragazzi potrebbe essere l’ultima mano di poker in cui a rischiare tutto, sarebbe soprattutto il calcio a Reggio Emilia.
Sarà per questo, per non pensare al peggio, che l’uomo che ha copiato e incollato il motto draghiano del Whatever it takes sul futuro della Reggiana, oggi si sforza di vedere il positivo.
«Alla squadra – dice – anche domenica non mi sento di imputare nulla. Tutti danno il massimo, lo vedo e ne sono felice».
Forse manca un pizzico di cinismo sottoporta, non le pare?
«Può essere. I dati dicono questo. Le partite dicono che non siamo abbastanza cinici da trovare, dopo un gol anche il colpo del kappaò».
Mancano i gol di Lanini...
«Se un po’ lo conosco, mancano molto anche a lui. Lanini ha bisogno di una scintilla per accendersi. Purtroppo è in uno di quei momenti in cui non ti riesce niente. Ma noi sappiamo quale sia il suo valore e sono convinto che presto tornerà a esultare».
Singoli a parte, l’impressione è che comunque la squadra crei meno occasioni rispetto a quella che era la mole di gioco dello scorso anno.
«Non sono abituato a fare analisi tecniche che non mi competono, vedo anche io quello che vedete voi ma non ho una spiegazione, soprattutto per un dato che ai più, a volte, sembra sfuggire».
E quale sarebbe?
«Contrariamente a quel che si dice in giro, questa squadra non è per niente diversa da quella dello scorso anno. In campo ci vanno 8 undicesimi della Reggiana della passata stagione. E i tre che si sono aggiunti sono Guiebre, Nardi e Montalto, ovvero i tre giocatori che in questa prima parte del campionato hanno avuto forse il rendimento più alto. Ecco perché quando mi chiedono cosa manca a questa squadra non so davvero cosa rispondere».
I tifosi non nascondono la loro delusione...
«La loro delusione è anche la mia, la nostra. Anche noi ci aspettavamo qualcosa di più da questa squadra».
Qualcuno adombra che sia stato un errore confermare Diana...
«Si è scelto di dare continuità al progetto che ci aveva portato a due punti dalla serie B».
Eravate tutti d’accordo su questo?
«Abbiamo sempre trovato un punto di intesa, ognuno di noi lavora per il bene della Reggiana. Poi io ho una mia opinione sul campionato scorso».
La dica...
«Quel campionato non l’ha vinto il Modena, l’abbiamo perso noi...».
Quest’anno, per fortuna, il Modena non c’è. E non c’è nemmeno una squadra che sembra in grado di “uccidere” il campionato...
«Avremmo dovuto esser noi quella squadra. Battute a parte ora dobbiamo ricominciare a vincere e per farlo serve unità, a tutti i livelli, occorre condividere un progetto comune e lavorare per raggiungere l’obiettivo».
Magari, per raggiungere l’obiettivo occorrerà ricorrere al mercato di riparazione. È possibile?
«Premesso che finora nè io nè gli altri soci ci siamo mai tirati indietro, credo tuttavia che bisognerebbe che qualcuno mi convincesse che a questa squadra manca qualcosa. E non mi si tiri fuori la storia del terzino sinistro perché allora vorrei sapere dove andrebbe a giocare Guiebre, uno dei giocatori più positivi fin qui».
Resta il fatto che la squadra non ha mai mostrato fin qui tutte le sue potenzialità. Secondo lei perché?
«Se lo sapessi avrei già risolto tutto. E invece non me lo spiego. Non mi spiego i black-out con Fiorenzuola, anche ieri con il Pontedera, abbiamo quasi rischiato di perdere».
Quand’è che finirà la pazienza di Carmelo Salerno?
«Ci sono casi in cui si deve ingoiare il veleno e andare avanti. Aggiungere pazienza a quella che si sta perdendo. Ce ne vuole sempre...».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
