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«La Bagnolese costretta a giocare sempre in salita»

Luca Cavazzoni
«La Bagnolese costretta a giocare sempre in salita»

Lo sfogo dell'allenatore Claudio Gallicchio

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Bagnolo L’attuale penultimo posto in graduatoria che, a oggi, significherebbe retrocessione diretta, non fa altro che certificare quanto per la Bagnolese si prospettava fin dalla scorsa estate. Per centrare una terza e consecutiva salvezza in Serie D i rossoblù dovranno parecchio sgomitare, nel contesto di un torneo dall'elevato grado di competitività.

«Da agosto a oggi – afferma l’allenatore Claudio Gallicchio – siamo migliorati tanto. Siamo cresciuti sotto diversi aspetti, ma sappiamo che ancora non può bastare. Ed anche la classifica è proprio lì a ricordarcelo, ma per quello che riusciamo a fare sul campo meriteremmo qualcosa di più. La prestazione c’è sempre stata, ci mancano solo i risultati».

Quanto pesa la vostra precaria situazione di classifica?

«Contro le squadre che sono più o meno al nostro livello abbiamo dimostrato di potercela giocare, infatti col Salsomaggiore abbiamo vinto e domenica scorsa con lo Scandicci abbiamo pareggiato. Le cose poi si complicano ancora di più col resto di tutte le altre squadre, perché noi non abbiamo quel tipo di elementi in grado di risolvere le partite con la giocata del singolo. Quindi dobbiamo arrivarci solamente da squadra, attraverso quel lavoro che ci stiamo sforzando di fare. Voltarci indietro è inutile, c’è solamente da guardare avanti. Dobbiamo correggere i nostri errori, c’è da andare avanti mettendoci ancora più attenzione e concentrazione».

Cosa vi resta del pareggio in extremis colto contro lo Scandicci?

«Abbiamo fornito l’ennesima conferma di essere un gruppo sano, coeso ed unito, altrimenti non saremmo andati a recuperare lo svantaggio con lo Scandicci proprio allo scadere. Di buono c'è sicuramente il fatto di aver evitato almeno la sconfitta, ma analizzando la gara resta per noi il rammarico di due punti persi. Prima del gol dello Scandicci abbiamo colpito due legni, poi ci sono stati tre dubbi episodi da rigore. Ma qui si rischia di diventare magari banali e ripetitivi, quindi degli arbitri meglio non parlarne. Su Vezzani si è sentito però il rumore dello schiaffo che ha preso, così come Tzvetkov è stato travolto dal portiere in uscita. Non capisco come non possono esserci gli estremi per assegnare i rigori, mentre nell’episodio della maglia trattenuta Tzvetkov si è lasciato andare».

Cosa fare per invertire la rotta?

«Quasi sempre siamo costretti a dover rincorrere il risultato, quindi giocare sempre in salita ci complica le cose. Ci mettiamo sempre impegno ed umiltà, ma sappiamo che nell'economia di una partita è molto sottile la differenza tra il perderla oppure il poterla vincere. Il calendario conta poco o nulla, perché per noi tutte le partite sono difficili. Quello che chiedo sempre è di affrontare ogni gara col giusto atteggiamento perché indipendentemente dal risultato finale dobbiamo uscire dal campo consapevoli di avere dato tutto».

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