Frosini: «Non mi aspettavo la Unahotels così sterile»
Lo storico direttore sportivo biancorosso è ora il gm della Tezenis: «Lavorate sulle teste»
Reggio Emilia Schietto, sincero, orgoglioso sia per il riconoscimento da parte della società che per i due punti che servivano come l’aria alla sua Verona reduce da cinque sconfitte consecutive.
Difficilmente Alessandro Frosini dimenticherà la data del 19 novembre 2022, che ha rappresentato il suo ritorno a Reggio Emilia per la prima volta dal 2020 dopo 11 anni (due da giocatore e 9 da ds) in cui ha fatto grande prima la Trenkwalder e poi la Grissin Bon.
“Fro” è stato salutato affettuosamente da tanti amici poi ha preso posto in parterre vicino allo spicchio di tifosi ospiti, con cui ha esultato a fine gara per l’hurrà di Cappelletti e compagni. Quanto alla Unahotels, l’attuale gm della Scaligera non nasconde le difficoltà della sua ex squadra.
«Ero molto emozionato per il tributo che ho ricevuto - ammette - Undici anni sono una parte importante della mia vita, mi ha fatto piacere rivedere tante persone e ricevere il calore del pubblico. È stato un applauso sincero per tutto quello che è stato fatto in Pallacanestro Reggiana. Per me Reggio è una seconda casa e sono stato contento di salutare Stefano Landi all’intervallo: ha creduto in me e gli sono riconoscente».
La sua Tezenis ha meritato di vincere, conducendo la gara dall’inizio alla fine. Il suo commento al match?
«Dovevamo fare una gara solida a livello difensivo cercando di controllare l’area ed i rimbalzi, la squadra aveva la necessità di venire a vincere. Una Reggio in difficoltà ci ha aiutato nel nostro obiettivo. La pausa ci ha aiutato anche se abbiamo perso Holman, la strada è ancora lunga ma questo successo ci dà fiducia per continuare a lavorare».
Accennava alla Unahotels: se l’aspettava così tanto fragile?
«Non me l’aspettavo così sterile a livello offensivo. Anche difensivamente non mi è sembrata solida, oltre ad essere un po’ spenta fisicamente. Noi non siamo una squadra super fisica eppure ci siamo fatti valere. La voglia di riscatto ci sarà e può essere un bene, ma c’è da lavorare sulle teste di qualche giocatore che ho visto un po' fuori contesto».
A cosa si riferisce in particolare?
«Non è stato trovato ancora un leader emotivo, anche se in questo momento servirebbe più un attaccante in grado di togliere le castagne dal fuoco. È chiaro che l’assenza di Vitali ha pesato tantissimo, porta esperienza e malizia alla propria squadra».
Come ha ritrovato il coach Max Menetti?
«Sostanzialmente lo stesso di qualche anno fa. Credo rimanga un buon allenatore oltre che motivatore. Ha bisogno di tempo per farsi capire dai propri giocatori. Ritornare subito in campo per la sfida di Champions League può essere un vantaggio, anche se bisogna pure ritrovare la continuità di lavoro che è stata smarrita per la pausa nazionale».
Il pubblico, alla fine, ha fischiato la squadra reggiana...
«I tifosi biancorossi hanno sostenuto la squadra, esternando alla fine la propria insoddisfazione. Il colpo d’occhio è stato buono, è chiaro che non ci sono i campioni di qualche anno fa in grado di infiammare la folla ma gli appassionati reggiani sono sempre vicini alla squadra. Il nuovo pala Bigi? Mi piace, il restyling ha dato un aspetto più fresco e moderno».
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