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Crisi Lentigione, Biagini non si nasconde: «Mi prendo tutte le mie responsabilità»

Massimo Sesena
Crisi Lentigione, Biagini non si nasconde: «Mi prendo tutte le mie responsabilità»

Il ds però avverte: «Ora andremo sul mercato, ma chi se ne andrà lo decidiamo noi»

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Lentigione L’infermeria è sold out, la classifica da anni non era così preoccupante, ma nessuno a Lentigione sembra aver intenzione di issare bandiera bianca. Men che meno, il ds Alberto Biagini che, anzi, è il primo – quasi a volersi liberare di un peso che lo opprime – ad assumersi per intero le proprie responsabilità.

«È vero – dice alla Gazzetta – in questo momento ci gira tutto male e la raffica di infortuni con cui siamo tornati dalla trasferta di Prato ne è la prova».

L’elenco è lungo e si accanisce su quasi tutti i reparti della squadra allenata da Paolo Beretti. In particolare, Simone Bonetti, Federico Sala e Matteo Rossini sono reduci da guai muscolari sulla cui entità saranno soltanto gli accertimenti medici dire una parola definitiva. Quel che è certo è che non saranno a disposizione per la trasferta di Forte dei Marmi.

Mea Culpa

Con Rossini, domenica scorsa si è infortunato anche l’altro centrale difensivo, il capitano Pierangelo Tarantino che, uscito in barella per un colpo al torace ha riportato la frattura di una costola che lo terrà ai box per almeno due settimane. «Al di là delle entità degli infortuni – spiega Biagini – il problema è che piove sul bagnato. E gli infortuni non sono un alibi. Li abbiamo sempre avuti, ma nelle altre occasioni ci si passava sopra, perché la squadra andava comunque bene. Quest’anno invece...».

Quest’anno... Biagini è un fiume in piena: «Non posso girarci intorno: la nostra stagione è stata sin qui assolutamente insufficiente. E le colpe io me le prendo tutte, perché sono fatto così. Ma allo stesso tempo sono convinto del valore di questi ragazzi e credo nella possibilità che abbiamo di uscire da questa situazione. A patto che si resti compatti come siamo stati finora».

Mercato

Invero, su questo tasto della compattezza, Biagini insiste con forza. Perché adesso c’è bisogno più che mai di compattezza, per serrare le fila di fronte alle difficoltà e per affrontare i prossimi appuntamenti.

Il campionato, certo, ma anche il mercato. Certo, le idee – al netto dell’emergenza di queste settimane – a Biagini non mancano. Una su tutte: «Un leader in campo, un giocatore esperto che prenda per mano la squadra nei momenti chiave. Un giocatore che avevamo già ed era Lorenzo Staiti, ma poi si è fatto male...».

Poi, sicuramente, ci saranno da puntellare anche gli altri reparti, «ma soltanto – chiarisce Biagini – se saranno compatibili con il nostro equilibrio finanziario. Perché quest’anno ci sono almeno sette otto squadre che hanno speso più di quello che abbiamo stanziato noi». Ergo, il Lentigione dovrebbe essere settimo? Biagini non lo dice ma sottolinea la difficoltà di un campionato in cui militano squadre che rappresentano città capoluoghi di provincia e magari, al pari nostro, non pensavano oggi di dover lottare per salvarsi. Ecco il punto: lottare per la salvezza. Il Lentigione non è abituato a giocare per la sopravvivenza come invece fa da anni la Bagnolese? Biagini non sembra d’accordo: «I giocatori della Bagnolese sono giocatori di valore. Si sono calati meglio nella realtà di questo campionato? Ora dobbiamo farlo anche n oi».

E a questo Biagini aggiunge un avviso ai naviganti, alla vigilia del mercato di riparazione: «In questa situazione ci siamo cacciati tutti e tutti insieme dobbiamo uscirne. Non voglio sentir parlare di procuratori o di offerte per questo o quel giocatore: da Lentigione se ne andranno solo coloro che avranno il via libera della società».

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