La Reggiana vince perché cambia pelle al momento giusto
Nei cambi operati da Aimo Diana la chiave dei successi ottenuti a Sassari e a Macerata
Reggio Emilia Nel percorso di trasformazione da “bravi a vincenti” ci sta anche una vittoria come quella di Macerata contro la Recatanese.
È la filosofia tanto cara al mister bianconero Max Allegri che ripete: “Non voglio che dicano che siamo bellini ma vincenti”. Lo stesso concetto potrebbe valere per la Reggiana che, soprattutto in trasferta, si è tolta l'ossessione di essere una squadra che gioca un bel calcio per indossare l'abito della compagine che ora sa vincere in tutti i modi.
Da Sassari a Macerata
Ci sono molte affinità tra le ultime due vittorie della Reggiana a Sassari contro la Torres e a Macerata contro la Recanatese. Il primo elemento comune sono le mosse compiute in corso d'opera da Aimo Diana. Contro la Torres ha cambiato pelle alla squadra per sfruttare la superiorità numerica schierando prima tre e poi quattro punte. Nella sfida di martedì sera contro la Recanatese il tecnico granata ha mantenuto lo stesso assetto tattico sostituendo quattro giocatori in un sol colpo. Il messaggio, come poi ha spiegato lo stesso Diana, è stato chiaro: ha messo giocatori agonisticamente forti per interpretare diversamente gli ultimi venticinque minuti di gioco della partita. Non è stata una bocciatura per chi è uscito ma semplicemente la volontà di cambiare ritmo per essere più aggressivi. Non è un caso se Nardi e Muroni a centrocampo ma soprattutto Varela e Pellegrini hanno messo corsa, agonismo e ferocia nelle loro azioni. Questo era l'intento e il premio è arrivato con il rigore conquistato da Varela e trasformato con personalità da Pellegrini.
Panchina lunga
Nonostante le assenze croniche di Nicoletti, Cigarini e Hristov e quelle momentanee di Rozzio e Guglielmotti, la panchina della Reggiana è il vero valore aggiunto. In diverse partite i gol sono scaturiti da giocatori che sono entrati a partita in corsa, come appunto è successo contro la Recanatese. È stato così contro la Torres (Pellegrini per il raddoppio) contro la Vis Pesaro (doppietta di Montalto partito dalla panchina) oppure ad Alessandria (gol di Pellegrini). Più in generale il tecnico Aimo Diana ha questo grande vantaggio: poter cambiare l'inerzia della partita sfruttando le cinque sostituzioni con giocatori di pari valore rispetto a chi è partito titolare.
Arbitri
Lo scorso anno la Reggiana, a ragione, si era lamentata delle direzioni arbitrali. In queste prime sedici giornate va dato atto agli arbitri di aver rispettato la Reggiana senza “indirizzare” le partite come aveva tuonato lo scorso anno il ds Doriano Tosi. C'è sempre l'eccezione, vedi Adalberto Fiero in occasione del derby col Cesena ma per il resto i fischietti che hanno diretto i granata sono stati all'altezza della situazione. Qualche ammonizione di troppo, qualche “fischiata” fuori luogo ma nella norma. Ci sono state anche direzioni eccellenti vedi Tremolada col Rimini, Di Graci a Carrara e lo stesso Saia a Chiavari con l'Entella.
Classifica
La Reggiana è rimasta in vetta con un solo punto di vantaggio dal Gubbio ma la cosa abbastanza sorprendente è ritrovarsi dopo sedici giornate con quattro punti di vantaggio sull'Entella e cinque sul Cesena, le squadre che vengono da tutti indicate come le rivali più pericolose della Reggiana nella lotta per la serie B. L'Entella ha perso due sole partite ma ha pareggiato ben cinque gare. Il Cesena, invece, è ancora da “alti e bassi” anche se ha infilato una serie utile di 4 vittorie ma nelle ultime quattro partite ha sperperato tutto con una sola vittoria, due sconfitte e un pareggio. Sarebbe da stolti, però, sottovalutare Gubbio e Carrarese.
Pensando a Fermo
La vittoria a Macerata ha fatto capire alla Reggiana come ci si deve approcciare a certe partite. Sabato i granata sono attesi dalla Fermana (la prevendita per i biglietti è già aperta) una squadra galvanizzata dal successo di Siena conquistato al novantesimo. Una squadra che dopo otto pareggi e 5 sconfitte nelle ultime due sfide ha superato prima la Lucchese e poi si è imposta a Siena.
Rotazioni
In queste prime sedici partite il tecnico Aimo Diana non ha mai schierato la stessa formazione tra una partita e l'altra, vuoi per scelte tecniche, assenze, infortunio o squalifiche. Nelle ultime settimane ha cambiato poco perché evidentemente sono emerse delle gerarchie ma ciò nonostante, soprattutto in trasferta, è la panchina a fare la differenza, il che significa che i cambi sono decisivi. Quando si parla di rotazioni, un fattore quantomai importante per un campionato lungo e difficile come questo.
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