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La Reggiana a Fermo da capolista: serviranno l’elmetto e il Mo-Pe-La

Wainer Magnani
La Reggiana a Fermo da capolista: serviranno l’elmetto e il Mo-Pe-La

I granata di Aimo Diana affrontano oggi (ore 17,30), ancora nelle Marche, la seconda trasferta di fila

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Reggio Emilia A distanza di quattro giorni la Reggiana torna in trasferta e oggi (ore 17.30) sarà in campo al Bruno Recchioni di Fermo contro la Fermana. Un altro confronto che ha le stesse caratteristiche agonistiche e tecniche della sfida di martedì scorso contro la Recanatese. Identiche insidie dovute a un terreno di gioco che non privilegia il possesso palla, uguale avversario che ricerca la vittoria attraverso l'aggressività a tutto campo ma soprattutto che tra le mura amiche concede poco o niente.

La formazione del reggiano ed ex granata Stefano Pellizzari vince poco (solo tre successi) ma è in serie utile da quattro gare, tra cui i successi contro Lucchese e Siena. A dispetto di una classifica che li vede appena sopra i playout, i numeri esprimono un preciso concetto: al Bruno Recchioni i marchigiani segnano poco (6 gol) ma ne subiscono anche meno (5 reti) hanno vinto due partite, quattro pareggi e subito due sconfitte.

La Reggiana avrà imparato la lezione di Macerata oppure confiderà ancora su un episodio positivo per infilare la quarta vittoria consecutiva, la terza in trasferta? A questo interrogativo dovranno rispondere i granata.

Per compiere un ulteriore salto di qualità occorre iniziare da ciò che ancora la Reggiana non ha mostrato. Il primo aspetto è la capacità di creare maggiori occasioni da gol. È indiscutibile che Rossi e compagni, soprattutto in trasferta, non brillino in avanti: troppo poche le occasioni create per gli attaccanti, rare le conclusioni a rete degne di nota, per non parlare delle palle inattive (punizioni e calci d'angolo) che vengono sfruttate male. Se la Reggiana vuole essere una squadra vincente deve migliorare sotto questi aspetti. E' vero che in serie C, soprattutto nel girone B, il mood è questo, ma sarebbe sbagliato per una formazione come la Reggiana adeguarsi all’andazzo.

La notizia positiva, in effetti, è la convocazione di Luca Cigarini che per la prima volta sarà in panchina. Voi direte: la Reggiana è diventata una squadra cinica e che sfrutta anche le poche occasioni che crea, che sa capitalizzare a proprio favore un episodio. Il cinismo, però, è una qualità individuale (Montalto è la massima espressione) non può essere un valore di squadra. Lo stesso vale per l'episodio in se stesso, vedi i rigori. Per vincere un campionato la Reggiana deve migliorare.

Detto questo è evidente che c'è anche un risvolto della medaglia: una difesa che da tre partite non subisce gol e soprattutto concede poco agli avversari. Un organico che permette al mister Aimo Diana di cambiare in corso d'opera l'inerzia della partita. Questo è un fattore che pochi allenatori in questo girone si possono permettere perché è vincolato all'organico a disposizione. Certo, bravo Diana a “leggere” la partita ma avere cinque cambi di pari valore ai titolari non è da tutti. L'entusiasmo e l'autostima crescente è un altro fattore essenziale.È una partita che si può vincere tra titolari e panchina, grazie a chi parte dal primo minuto e a chi subentrerà e saprà essere decisivo. Perché anche oggi il "Mo-Pe-La" (il tridente Montalto-Pellegrini-Lanini) e i cambi faranno la differenza.

A livello di formazione, c'è il rientro di Rozzio ma ci sono anche sei diffidati e le tre partite in sette giorni da gestire. Torna Cigarini ma sarà spettatore. Uno spettatore però da cui ci si aspetta molto. Anche da seduto, per il suo carisma, Cigarini può portare oggi il suo mattoncino alla causa.

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