Menetti rassegnato: «Il mio futuro? Non dipende da me»
Il coach della Pallacanestro Reggiana: «Giochiamo impauriti»
Reggio Emilia «Il mio futuro? Questa è una decisione che non dipende da me, io posso solo guardare alla partita di mercoledì in coppa».
Si ferma a un commento breve sul suo destino Max Menetti, dopo la terza sconfitta in tre scontri salvezza della sua Unahotels: «Le decisioni sul mio futuro non dipendono da me, mi fermo sino a mercoledì, alla gara di coppa ad Atene, se la vinciamo possiamo anche giocarci il primo posto nel girone all’ultimo turno».
Prima di pensare all’AEK, però, si dovranno raccogliere i cocci: «C’è grande dispiacere personale per la situazione e per il club, i ragazzi, si esprimono in modo intimorito e nervoso rispetto a quello che vedo in settimana e rispetto ad alcune partite dal peso specifico diverso, in coppa. C’è una difficoltà emotiva, abbiamo perso fiducia, sembravamo impauriti in una partita che ritengo potesse essere alla nostra portata».
Una partita ancora una volta segnata sin dal principio: «il passo indietro che abbiamo fatto è frutto degli 11 punti segnati nel primo quarto, lì non siamo riusciti a concretizzare tanti possessi, a trasformare la difesa in ritmo offensivo ed è un aspetto che fa parte del nostro momento difficile, non siamo aggressivi, la nostra è una difesa che esegue ma che non cerca di mettere in difficoltà l’avversario».
Impossibile non chiudere con la reazione delusa e rabbiosa del pubblico: «durante la gara, quando si è concentrati, non si sente nulla, i fischi per certi versi sono inevitabili, si mette sempre in discussione l’impegno di staff e giocatori, mi sento di dire che non è questione di impegno. Si è venuta a creare una situazione in cui i ragazzi fanno fatica a esprimersi».
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