La favola di Petkoviç: dalla Reggiana all’impresa della Croazia
L’ex compagno granata Ruopolo: «Aveva ottime possibilità. Il gol al Brasile è l’emblema della sua crescita»
Reggio Emilia Quattro reti in sedici gettoni di Lega Pro con la casacca della Reggiana, una rete decisiva ai Mondiali 2022.
Se i colori biancorossi della Croazia spengono le tinte verdeoro del Brasile è merito di Bruno Petkoviç, talento ammirato in giovane età dai tifosi granata.
La punta 28enne in forza alla Dinamo Zagabria ha scelto l’occasione migliore per siglare il primo centro nella rassegna iridata. A tre minuti dalla fine dei supplementari, i carioca stavano rispettando a fatica) il pronostico del primo quarto di finale.
Neymar a aveva portato in vantaggio la Seleção all’ultimo minuto del primo tempo supplementare, suggellando un’ottima azione corale con un dribbling su Dominik Livakoviç, portiere della Dinamo Zagabria, prima di insaccare a porta vuota.
Statistiche alla mano, è il 77º centro per l’attaccante del Paris Saint Germain con il Brasile: eguagliata la leggenda di Pelé, nessuno più di loro con i carioca.
Parlando di cifre, la Croazia non aveva mai battuto il Brasile: tre sconfitte e un pareggio il bilancio prima della sfida di ieri.
La svolta al 117° minuto di gioco. L’ex granata Petkoviç si avventa su un assist dalla sinistra di Orsiç e beffa (con l’ausilio di una deviazione) l’ex portiere della Roma Alisson Becker.
Livakoviç si rivela decisivo su Casemiro in chiusura di tempo e sul primo rigore (ipnotizzato Rodrygo).
Vlašiç, Majer, Modriç e Oršiç non sbagliano, l’ex Roma Marquinhos (al Psg come Neymar) centra il palo: verdeoro eliminati, biancorossi vincenti dal dischetto, come agli ottavi con il Giappone. E l’ex granata Petkoviç continua a segnare (settimo gol in Nazionale) e sognare.
«Sin dai tempi della Reggiana si vedeva che era un giocatore di valore – rimarca Francesco Ruopolo, 14 gol in 53 presenze con la Regia – con grandi qualità. Era forte sia fisicamente sia tecnicamente. Sono contento che stia facendo bene al Mondiale».
Ruopolo e Petkoviç hanno condiviso gli spogliatoi della Reggiana nella stagione 2014-15, quando i granata erano in Lega Pro. Il terzo posto nel Gruppo B non bastò per la promozione nella Serie cadetta.
L’avventura della squadra guidata allora da Alberto Colombo si arrestò nelle semifinali dei playoff proprio ai rigori con il Bassano, poi battuto in finale dal Como. Né Ruopolo né Petkoviç si presentarono sul dischetto.
Il croato aveva vent’anni ed era giunto a Reggio Emilia nel mercato invernale dal Varese. La stagione seguente ha giocato con la Virtus Entella, prima di vestire ancora i colori granata, stavolta del Trapani. Nel Bologna e nel Verona non ha trovato mai la via della rete prima della consacrazione con la Dinamo Zagabria in patria.
«Alla Reggiana ci davamo il cambio – aggiunge Ruopolo – e qualche volta abbiamo giocato insieme. Sapeva adattarsi a più soluzioni. Aveva ottime possibilità e fare un gol al Mondiale è l’emblema della sua crescita». l
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