Unahotels, ecco il nuovo timoniere: «Sono Sakota, risolvo problemi»
Il tecnico: «Reggio ha potenzialità e difetti, io sono qui per aiutare a migliorare»
Reggio Emilia È uno specialista negli interventi di successo in corsa, il nuovo coach biancorosso Dragan Sakota, consapevole di dover lavorare prima di tutto sulla testa dei giocatori. Con la presentazione nella mattinata di ieri, è ufficialmente iniziata l’avventura del 70enne serbo-greco sulla panchina della Unahotels. Nel pomeriggio, poi, il tecnico ha condotto il primo allenamento con i suoi giocatori, uno dei pochi disponibili in vista della sfida di domani a Milano. Rilassato, ironico, pochi pre-concetti, Sakota non si è sbilanciato troppo su eventuali interventi alla rosa, se non per ribadire la necessità di inserire un play che sostituisca Robertson salutato tre settimane fa. Al suo fianco, l’amministratore delegato Alessandro Dalla Salda, che ha rivelato come già in passato vi fossero stati contatti.
Le richieste della società
«Già in passato ci eravamo sentiti con coach Sakota, quando abbiamo preso la decisione di risolvere il rapporto con Max Menetti, ci siamo orientati subito su di lui. La sua carriera parla per lui, pensiamo che sia l’uomo giusto per toglierci da questo momento delicato, abituato a entrare in corsa: lo ha fatto nelle sue ultime tre esperienze, con AEK Atene, Stella Rossa e Saragozza, e con ottimi risultati», ha spiegato. A Sakota, la società biancorossa chiede due cose: «di raggiungere il prima possibile la salvezza, togliendoci dall’attuale situazione, e di proseguire se possibile in Basketball Champions League. In coppa non siamo andati poi male, con Bonn il 21 abbiamo un match-ball, se vinciamo arriviamo agli spareggi». Sempre Dalla Salda ha rivelato di aver ricevuto pareri più che positivi su Sakota da Kevin Punter, suo giocatore alla Virtus e poi con il tecnico all’AEK Atene e alla Stella Rossa: «Kevin mi ha scritto che Sakota è un coach per cui i giocatori giocherebbero gratis». Inevitabile la replica sorridente del coach: «Kevin parla così perché ormai è ricco».
Il credo di Dragan
Il 70enne di Belgrado ha parlato anche del suo ruolo di traghettatore in corsa, ricoperto più volte di recente: «è vero, non è stato per mia scelta ma mi è capitato di subentrare in corsa spesso in questi ultimi anni, ed è andata bene, cercherò di aiutare anche Reggio. Il mio obiettivo è migliorare la squadra, e per questo ci vorrà un po’ di tempo, almeno un paio di settimane perché i giocatori mi conoscano e io conosca loro. Ci vuole fiducia, prima di tutto, dovrò entrare pian piano nella loro testa. Sono fiducioso che anche questa situazione possa migliorare, ho visto alcune gare di Reggio, ci sono delle problematiche su cui lavoreremo, ma ho visto anche buoni momenti, come nel primo tempo con l’Aek».
Per Sakota è un ritorno in Italia a quattordici anni di distanza dall’esperienza in Fortitudo, ma il mondo nuovo non lo spaventa. «Ho grande rispetto per la storia e la tradizione del basket italiano, non è più protagonista assoluto ai massimi livelli come un tempo ma apprezzo come le squadre abbiano saputo riadattarsi alle condizioni mutate. Ho un legame stretto con la pallacanestro italiana, mio figlio ha giocato in Italia tre anni e lo seguivo con grande attenzione, ovviamente», ha raccontato.
«Non penso che avrò difficoltà ad adattarmi, alla fine il basket è uno, ed è un linguaggio che non va complicato troppo, chi lo fa difficilmente ottiene tanti risultati. E non mi piace parlare nemmeno di filosofie differenti legati al basket, è uno sport in continuo cambiamento, i modelli cambiano e bisogna sapersi adattare. La differenza la fa il modo in cui si lavora con i giocatori, gli allenatori non sono molto diversi dagli insegnanti: le basi della Storia rimangono quelle, ma cambiano i metodi didattici, i contesti». A chiudere, un pensiero sui prossimi non facili impegni: «Sono contento di giocare subito contro Milano e Venezia, solo giocando contro i migliori si può crescere e migliorare, quelle che noi dobbiamo fare. Con Milano avremo pochissimo tempo, non potremo fare grandi cambiamenti, dalla settimana successiva inizieremo a ragionare su tanti altri aspetti». l
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