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La Reggiana si consola col Gubbio

Wainer Magnani
La Reggiana si consola col Gubbio

I granata pagano i bassi ritmi del primo tempo e la scarsa vena degli attaccanti

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Reggio Emilia La Reggiana ha fatto troppo poco per poter pensare di vincere contro l'Olbia. Un pareggio tutto sommato giusto e che premia più i sardi che non la compagine granata. Le uniche consolazioni sono il pareggio del Gubbio a Sassari che consente alla Reggiana di mantenere da sola la vetta della classifica, il rientro di Luca Cigarini gettato nella mischia al 38’ della ripresa e l’imbattibilità di Venturi che sale a 533 minuti. È stata la partita delle occasioni perse più che delle recriminazioni. La Reggiana non è riuscita a mettere in cassaforte la quinta vittoria di fila anche se allunga a nove la serie utile.

L’ultima partita del 2022 al Città del Tricolore va in archivio con un nulla di fatto.

Soprattutto nel primo tempo i granata hanno giocato sotto ritmo. È mancato quella ferocia iniziale che il tecnico aveva chiesto, anche se va a merito dell’Olbia aver pressato a tutto campo, con ordine.

A un primo tempo compassato e povero di occasioni ha fatto seguito una ripresa più vivace ma il leit motiv è stato un fraseggio piatto e mai efficace negli ultimi sedici metri. Per sbloccare la partita l’unico modo era affidarsi a un episodio o a una palla “sporca” ma l’arbitro Antonino Costanzo ha giudicato ininfluente la spinta ricevuta da Rosafio (18’) in area di rigore. Il direttore di gara non ha inciso nel risultato ma la sua gestione dei cartellini e la valutazione sui falli è stata piuttosto lacunosa e discutibile. Detto questo il mancato successo è più per responsabilità della Reggiana che per colpe dell’arbitro.

C’è grande merito dell’Olbia che ha occupato bene gli spazi e fatto correre qualche brivido con alcune incursioni.

Difficile parlare di vere e proprie occasioni da gol perché, sia nel primo tempo che nella ripresa, a Pellegrini e compagni è sempre mancata la zampata decisiva.

Tanti i palloni vaganti al limite dell’area che gli attaccanti non hanno saputo sfruttare in modo adeguato, non avendo nemmeno dalla propria parte quel briciolo di fortuna sempre necessario.

Il tecnico Diana ha provato anche a cambiare l’inerzia della partita quando all’uscita di Kabashi nel primo tempo ha inserito Lanini e non un centrocampista.

La volontà era di spostare in avanti il baricentro della squadra ma in realtà la squadra ha perso le misure e il centrocampo.

Una reazione c'è stata nella ripresa quando l'inserimento di Varela ha dato una scossa di adrenalina ma si è fatto più confusione che vere e proprie occasioni nitide. È vero che a volte certe partite possono essere decise da una carambola, da un deviazione fortuita o da una palla sporca ma tutto questo ieri alla Reggiana non è riuscito.

Un pareggio che lascia l'amaro in bocca per ciò che poteva essere e non è stato ma alla fine occorre anche guardare al bicchiere mezzo pieno: la classifica vede i granata ancora in vetta solitaria e padroni del proprio destino e soprattutto la Reggiana ha ritrovato un giocatore prezioso per lo sviluppo della manovra. l




 

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