Guiebre: «Avevo bisogno di tempo»
L’esterno sinistro sta vivendo un momento d’oro nella Reggiana
Reggio Emilia Abdoul Razack Guiebre è indubbiamente tra i giocatori granata più in forma. Lo ha dimostrato nelle ultime partite, in cui è stato straripante da un punto di vista fisico ed arma in più per la Reggiana di Diana.
In casa con l’Olbia, nell’ultima giornata, è arrivato un pari deludente, motivo per cui la trasferta di sabato a Imola è da affrontare con l’atteggiamento giusto per ritornare ai tre punti e riprendere il cammino. L’esterno sinistro classe 1997 originario della Burkina Faso, quasi sempre titolare e un gol all’attivo, è di proprietà del Modena ed è arrivato a Reggio in prestito, ma in attesa di ridiscutere a giugno del suo cartellino l’obiettivo è chiaro: salire in serie B.
Cosa è cambiato nell’ultimo periodo a livello personale?
«Mi è servito un periodo di adattamento, a inizio stagione dovevo conoscere i miei compagni e viceversa. Sono comunque contento del mio rendimento anche se posso migliorare nelle letture, vale a dire capire quando gestire e quando invece accelerare».
Quanto la sta aiutando il tecnico Aimo Diana?
«Molto, soprattutto a livello offensivo e nell’attacco agli spazi. Con Colombo, che invece ho avuto a Monopoli, curavo molto la parte difensiva ed entrambe le fasi mi servono per crescere come giocatore».
Pronti a mettere da parte il pari interno con l’Olbia?
«Dopo quattro vittorie di fila ci aspettavamo di dare continuità ma ci è mancata la concretezza, anche se comunque non siamo inciampati del tutto portando a casa un punto e disputando un secondo tempo più che buono. Ora sotto con l’Imolese, squadra tosta che con noi cercherà di fare la partita della vita».
A 90’ dal giro di boa che idea si è fatto su questo campionato?
«Dipende tutto da noi. Conoscendo i miei compagni e vedendo gli avversari mi convinco che vincere il girone rientra nelle nostre corde. Sono contento della solidità difensiva, stiamo concedendo pochissime occasioni».
Cosa rappresenta per lei la Reggiana?
«Dopo tanta gavetta avevo bisogno di approdare in un club che punta ad un obiettivo veramente importante. Sono cresciuto nel settore giovanile del Forlì, poi ho fatto Rimini, Rieti e Monopoli. Ora sta a me dimostrare che la serie C non è un punto d’arrivo. L’anno prossimo? Intanto vado in serie B con la Reggiana, poi spetterà ai direttori accordarsi».
Il rapporto con la città?
«Venivo a Reggio dalla Romagna già da ragazzino perché qui avevo amici. Conosco bene la città e mi piace girare in centro storico».
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