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Basket Serie A

Natale da incubo per la Unahotels

Adriano Arati
Natale da incubo per la Unahotels

Biancorossi alla ricerca di punti e identità mentre incombono le sfide con Brescia e Pesaro

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Reggio Emilia Un finale d’anno triste, difficile da immaginare all’inizio della stagione. La brutta sconfitta di mercoledì sera in casa con Bonn ha sancito la fine dell’esperienza europea della Unahotels, eliminata dal girone iniziale della Basketball Champions League, e segna pure la fine della presenza italiana nelle coppe Fiba, visto che Sassari e Brindisi avevano già anticipato i biancorossi.

E, tornando a Reggio con lo sguardo, certifica definitivamente quanto denso di sofferenze e di risultati negativi sia stato l’avvio di una stagione partita con ben altri auspici, e più che legittime ambizioni di far bene in campionato e pure in coppa, nonostante l’altissimo livello della Bcl e le rivali toste nel girone.

Dopo le strisce negative in serie A, con prestazioni poco decorose e troppi punti lasciati per la via contro avversarie abbordabili, dopo l’addio ai deludenti Robertson e Funderburk, dopo il tormentone Ponitka, dopo l’esonero di Menetti, giunge anche questa nuova delusione.

Particolarmente amara perché tutto sommato in Bcl la Unahotels si era comportata bene e perché la parola fine l’ha messo una pesante battuta interna contro una squadra davvero notevole, per fisicità e organizzazione, ma senza assolutamente nulla da chiedere. Bonn era già certa del primato e ha comunque giocato con solidità, senza mollare la presa, al contrario di chi, teoricamente, avrebbe dovuto entrare in campo con il massimo della determinazione, consapevole di giocarsi la sopravvivenza sotto forma di spareggi.

Due tappe in salita

Il collasso nell’ultimo quarto, in un PalaBigi che si svuotava mestamente, è un congedo dolente alla coppa e, per certi versi, a questa nerissima seconda parte di 2022. Per chiudere ufficialmente l’anno mancano due gare in Italia, a Brescia e in casa con Pesaro, e non saranno tappe semplici. Brescia, pur incostante, ha talento e fisicità, e la Pesaro di coach Repesa sta facendo bene, cavalcando i tanti buoni attaccanti disponibili. Reggio però deve dare risposte concrete, anche per evitare di perdere troppo spazio in una classifica che già oggi la vede all’ultimo posto, solitaria. Con Venezia e nel primo tempo con Bonn si sono visti buoni sprazzi, ma come sempre accaduto sinora è mancata la capacità di reggere con continuità e di concretizzare. In mezzo, anche tanta sfortuna. Sakota non ha potuto lavorare con il gruppo, bloccato dal Covid, e i giocatori si trovano in mezzo a un guado tecnico.

Il mercato non è certo finito, almeno un lungo facilmente arriverà, e con un rendimento così alterno nulla è da escludere, anche qualche addio eccellente.

Di nodi da sciogliere ce ne sono tanti, e senza la coppa una rosa così profonda diventa quasi un problema. Diouf sta faticando parecchio, Stefanini rimane un oggetto misterioso e anche Cipolla ora non trova più spazio.

Nembhard spaesato

L’ultimo arrivato Nembhard è ancora lontano dal poter contribuire; normale per un ragazzo alla prima esperienza lontano da casa in un mondo cestistico con complessità tattiche che non ha mai visto prima.

È stato la prima scelta di coach e società, le doti sembrano essere notevoli, ma pretendere che sia pronto subito è difficile. Oltretutto in una squadra che di suo arranca e parecchio. E quando ci si trova di fronte a difese capaci di togliere aria a Cinciarini, come quella di Bonn, l’attacco si ritrova senza una direzione. A questo punto, l’unica prospettiva concreta è quella di ottenere la salvezza. Non sarà facile, il tempo e le qualità ci sono, Sakota ha dimostrato di saper sistemare gruppi alla deriva. La pazienza e il respiro però scemano, come il pubblico ha fatto notare rumorosamente anche mercoledì. Tener duro non è facile, ma necessario, decisamente.

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