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Facciolo tifa per Venturi: «Sarò felice se farà cadere il mio record»

Luigi Cocconcelli
Facciolo tifa per Venturi: «Sarò felice se farà cadere il mio record»

L'ex portiere della Reggiana raggiunse 873 minuti senza subire gol nella stagione 1988-89

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Reggio Emilia I record, si sa, sono fatti per essere superati. Giacomo Venturi, con i suoi 712 minuti di imbattibilità, è salito al secondo posto in assoluto nella speciale classifica dei portieri che nella storia della Reggiana hanno saputo mantenere più a lungo inviolata la rete granata.

Sopra di lui, sul gradino più alto del podio c’è soltanto Nico Facciolo che nella stagione 1988/89 raggiunse 873 minuti senza subire gol, per un totale di 9 partite, dalla 22ª alla 31ª giornata della cavalcata in B della Reggiana di Marchioro. La serie iniziò al Mirabello con la rete dell’aretino Luperto a pareggiare il rigore di Silenzi e lì si chiuse con il gol di Ferraris, già castigatore granata all’andata, di una Carrarese con Marcello Montanari in campo e un Lippi all’apprendistato in panchina, match poi vinto per 3-1.

In realtà ai minuti di imbattibilità di Facciolo vanno aggiunti i 90 di Cesaretti a Lucca.

Ma che effetto fa, vedere a rischio il proprio primato?

«Era ora - ammette Facciolo dal suo ritiro forzato nella campagna patavina- sono passati più di trent’anni, se Venturi mi supera mi riempie di gioia, perché vuol dire che se non subisce goal la Reggiana continua a fare risultato e questo è l’importante, per l’affetto, la simpatia, la stima che ho per la città, i tifosi, la società, quella maglia non posso che augurarmi che esca al più presto possibile dal pantano della C, torni in quella B che come minimo dev’essere il suo mare naturale».

Facciolo aggiunge una considerazione che sa tanto di auspicio: «Ricordo con piacere quel record semplicemente perché servì a vincere il campionato, se Venturi va avanti così, con l’aiuto dei compagni, ovviamente, può succedere lo stesso, del record m’importa nulla, l’importante è che la Reggiana vinca ».

Destino strano, quello di Venturi, perché ad inizio stagione gli fu preferito Turk, girava voce che Goretti lo considerasse un poco piccolino per il ruolo…

«Queste sono dinamiche che non conosco - ammette l’ex portiere granata - non sono di mia pertinenza, per esperienza so che un allenatore schiera sempre la formazione che reputa migliore, che gli offre maggior affidamento, poi uno ha uno staff, un preparatore specifico dei portieri, avrà valutato che, senza nulla togliere al valore ed ai mezzi del ragazzo sloveno, in questo determinato momento Venturi gli offre maggiori garanzie».

«Conosco troppo poco Venturi per esprimere un giudizio - spiega -. La Reggiana la seguo, vedo le partite quando le trasmette Sky, ma si vedono solo le azioni più salienti, sta facendo bene, è prima, 4 punti di vantaggio sulla seconda. Vincere a Lucca non è mai semplice, forse non esprime tutte le proprie potenzialità ma dietro concede poco, non si vincono tante partite di misura per caso, il portare a casa sistematicamente la vittoria una volta sbloccato il risultato è un pregio».

Ma quanto rimpiange Facciolo non essere arrivato in Serie A con la Reggiana?

«Non sono abituato a vivere di rimpianti, ma mi spiace soprattutto perché frutto di un malinteso, in un match ad Ancona, l’allenatore Marchioro si sentì offeso da una mia esternazione, cosa che non avrei mai fatto, tanta era ed è la stima che nutro per Pippo ma da quell’incomprensione nacque la decisione della società di non rinnovarmi il contratto e io accettai la proposta della Triestina, ma è acqua passata»,

«Ora - conclude - faccio il pensionato non per sua scelta, ho da poco fatto un altro intervento alle ginocchia, inserito una nuova protesi, sono in convalescenza, a primavera vediamo come va e se ci sarà la possibilità di rientrare, se non come preparatore dei portieri, in un altro ruolo nel mondo del calcio».l




 

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