«La Unahotels non si salverà se non ci crederà fino in fondo»
Il vicepresidente biancorosso Enrico San Pietro non si nasconde
Reggio Emilia «Se ci ritroviamo in solitaria all’ultimo posto in classifica è perché evidentemente di errori ne abbiamo commessi».
Non si nasconde il vicepresidente della Pallacanestro Reggiana Enrico San Pietro, analizzando la difficilissima situazione della Unahotels, ultimissima a 4 punti, con 2 vittorie in meno delle penultime. Un quadro cupo e preoccupante, pur con ancora 18 gare da disputare, che per il socio biancorosso richiede prima di tutto coesione.
«Questo però è il momento di stare uniti, lavorare e crederci. Conquistare la salvezza sarà già un’impresa difficile se ci crediamo, sicuramente impossibile se invece non ci crediamo. Siamo all’inizio di un nuovo percorso con il coach Sakota, che pur essendo stato ingaggiato circa venti giorni fa, per via del Covid ha iniziato solo da pochi giorni ad allenare la squadra» sostiene.
Per San Pietro, la mano del veterano serbo inizia comunque a notarsi: «Abbiamo visto un’impronta nuova ai giochi d’attacco che qualche primo segnale interessante lo ha mostrato nel match contro Brescia, che è stato condizionato da un grosso deficit nella percentuale nel tiro da tre punti, ma ha evidenziato anche una miglior circolazione di palla e capacità di arrivare vicino a canestro».
«Non è stato ovviamente sufficiente, servirà un grande sforzo per cercare di trovare, il più velocemente possibile, la possibilità di competere con i nostri avversari», conclude il vicepresidente.
Che questa Unahotels necessiti di un cambiamento forte per arrivare ad un assetto da corsa è indiscutibile, la gara con Brescia lo ha ricordato evidenziando qualche lampo ma pure molte lacune, offensive e difensive, amplificate dall’assenza di un giocatore incostante ma cruciale come Hopkins.
E il margine di errore ormai è stato completamente divorato, sconfitta dopo sconfitta. Le tre gare per chiudere l’andata e le 15 del girone di ritorno sono molte, negli ultimi anni la quota salvezza era attorno a quota 20 e a Reggio serviranno almeno setto o otto successi per restare a galla, confidando poi nei confronti diretti da disputare per sistemare gli attuali svantaggi con tutte le formazioni traballanti, Treviso esclusa. Non un lavoro da poco, con attuale rendimento. Un ritorno sul mercato appare inevitabile, per aggiungere un lungo solido e fisico, senza escludere qualche altro ritocco negli esterni e qualche addio in una rosa che, svanita la coppa, è piuttosto affollata. La speranza è poi che Nembhard riesca ad ambientarsi in tempi rapidi, dopo un avvio in cui è apparso oltre lo spaesato. Era d’altronde difficile aspettarsi molto di più, da un ragazzo per la prima volta fuori dagli Usa, in un mondo nuovo in campo e non.
In attesa di novità nell’organico, le prossime due sfide casalinghe, quella con Pesaro del 30 dicembre e con Sassari dell’8 gennaio, diventano tappe parecchio importanti, per smuovere finalmente la classifica immobile dal 30 ottobre e dal successo su Brindisi. E toccherà agli attuali biancorossi trovare un modo per ottenere la vittoria, contro una formazione brillante, che gioca bene e lascia pure giocare, come Pesaro e contro una delle altre deluse della serie A, Sassari, eliminata in Europa e ferma a 10 punti in campionato dopo tanti infortuni e tanti movimenti. Due rivali competitive ma teoricamente abbordabili. E da battere, in un modo o nell’altro.
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