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L’allarme di Marco Guidetti: «Sempre più dura correre»

Aldo Spadoni
L’allarme di Marco Guidetti: «Sempre più dura correre»

Mancano gli impianti e i trasferimenti costano

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Cavriago Marco Guidetti è il direttore sportivo reggiano che nel ciclismo giovanile ha vinto di più, con quasi trecento successi individuali a livello provinciale, regionale e nazionale.

Da tecnico ha portato poi tanti atleti reggiani ai vertici nazionali della disciplina, ultimo dei quali l’allievo di Canossa Christian Fantini, campione italiano in pista e di ciclocross; ora come tecnico è stato inserito da un paio di stagioni nello staff regionale della Federciclismo.

Oltre ad essere il selezionatore della categoria Allievi, è tra i tecnici della pista del settore Juniores che nel 2022 ai campionati italiani di Noto hanno dominato. Oltre a tre titoli nazionali, la selezione emiliano-romagnola ha infatti conquistato dieci medaglie d’argento e tre di bronzo.

Guidetti ci racconti la sua esperienza agli italiani di Noto.

«Con 3 ori, 10 argenti e 3 bronzi nella classifica a squadre siamo arrivati secondi alle spalle solamente della Lombardia, ma precedendo le rappresentative di Veneto, Piemonte e Toscana. Tra l’altro tutte queste regioni avevano portato il doppio di ragazzi di noi, il merito di questo trionfo è stato la grande sintonia e unità di intenti di tutto team a partire dai ragazzi e dalle ragazze che ci hanno regalato soddisfazioni ed emozioni inspiegabili».

Quali sono a suo avviso le problematiche che le società reggiane devono fronteggiare per svolgere l’attività su pista?

«Le due piste utilizzabili, a Forlì e a Fiorenzuola, sono per le società reggiane decisamente scomode. Per noi reggiani era comodo il Velodromo di Cento che però è ancora in fase di ristrutturazione. Poi, oltre ai limiti delle infrastrutture, in questi anni si è fatta sentire sempre di più la mancanza di volontari e mezzi per il trasporto. Si tratta di un problema che coinvolge tutti i team, nei due centri attivi in regione si sta lavorando alacremente per mettere in programma anche il prossimo anno diverse gare in calendario che richiedono però un grandissimo sforzo organizzativo da parte delle società».

Parliamo di Allievi e Juniores. Perché sono sempre meno le società reggiane presenti in queste categorie pur così importanti?

«Questo è un punto molto dolente, per quello che riguarda gli Allievi le società sono sempre carenti di personale e si affidano molto spesso ai genitori dei ragazzi, che non è assolutamente una cosa positiva, per questo motivo le società devo fare accordi e interscambi con unità di intenti come hanno fatto l’Sc Cavriago e la Cooperatori».

È questa, a suo avviso, la strada da seguire?

«Ne sono convinto. Questo dovrebbe essere preso come esempio».

Anche la categoria Juniores è a un bivio, non è così?

«Per quanto riguarda gli juniores, il prossimo anno, con l’abolizione del vincolo regionale, le società che hanno più budget finanziario proveranno ad accaparrarsi i corridori più validi e forti a discapito delle società con meno risorse. Molti team a mio avviso saranno costretti a chiudere o ridimensionare l’attività e questo non è assolutamente un bene per il mondo del ciclismo». l




 

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