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Restare o no? L’allenatore Diana ora è a un bivio

Wainer Magnani
Restare o no? L’allenatore Diana ora è a un bivio

Dubbi sul futuro del tecnico malgrado il rinnovo automatico del contratto

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Reggio Emilia Quale sarà il futuro di Aimo Diana?

A promozione finalmente raggiunta, sulla bocca di tutti c’è la questione maggiormente d’attualità è il futuro del tecnico che ha riportato il club granata in Serie B.

Per rispondere alla domanda è necessario partire da presupposto: con la promozione della Reggiana nella serie cadetta il tecnico granata ha visto il contratto che lo lega alla società rinnovarsi automaticamente, così come previsto da una clausola.

Era la stessa clausola già presente lo scorso anno nel contratto e che è stata rinnovata per questa stagione, il che significa che spetta ad Aimo Diana, in primis, decidere il suo futuro.

Sulle qualità tecniche dell'allenatore bresciano parlano i numeri, ma non solo.

In due anni, quando manca ancora una partita alla fine della stagione regolare del campionato di Serie C, ha conquistato 166 punti e quest'anno la sua Reggiana è stata capolista dal 20 novembre 2022 a oggi con una sola parentesi dopo il pareggio interno con la Recanatese.

L’altro elemento, soggettivo ma anche indiscutibile, è la sua preparazione professionale e la capacità di governare un gruppo. Una qualità, quest’ultima, che si evince seguendo ogni giorno i suoi allenamenti anche se a volte tutto questo non viene trasferito in occasione della partita.

In poche parole si può dire che Aimo Diana è uno “chef stellato” ma qualche volta i suoi piatti non sono così gustosi, a volte per colpa degli ingredienti. Del resto non bisogna dimenticarsi che in campo vanno sempre i giocatori.

Tornando alla questione iniziale, alla luce delle ultime esternazioni volte a togliersi sassolini dalle scarpe ma che erano ricche di contraddizioni, si ha la sensazione di un uomo diviso tra il voler cambiare aria e il rimanere in granata per assaporare altre soddisfazioni.

Lo stesso Diana ha parlato di “un carro dove non tutti dovrebbero salire” e nel contempo ha dedicato a se stesso la promozione. L’allenatore bresciano ha però anche aggiunto che il prossimo anno vorrebbe puntare con la Reggiana alla Serie A. Umori contrastanti, figli anche di uno stress emotivo per una promozione raggiunta quando ormai sembrava persa, per una stagione in cui l'allenatore si è dovuto far carico di responsabilità, soprattutto nei confronti dei suoi giocatori, che non gli competono.

Questo campionato - è non andrebbe mai dimenticato - è stato complicato e vissuto tra mille problematiche legate ai risultati ma anche a fattori extra campo, vedi la serie di infortuni (Libutti, Montalto, Rossi) per leggerezza o anche alcune soluzioni di mercato che ne hanno condizionato la gestione.

Lo sfogo per la mancanza di un'alternativa a Guibre o il caso Montalto che è rimasto fuori per tre mesi hanno inciso, senza dimenticare un altro aspetto: Diana ha gestito un gruppo dove la metà dei giocatori era in scadenza di contratto (Venturi, Voltolini, Rozzio Cremonesi, Laezza, Luciani, Libutti, Rossi, Sciaudone, Muroni, Guglielmotti e Rosafio) una linea dettata dalla società che il mister non ha mai condiviso ma che ha dovuto governare mettendoci anche la faccia. Il ruolo dell'allenatore non è quello di fare il “sindacalista” eppure Diana, più volte, è stato chiamato a farlo prendendo le difese del gruppo e in questa logica i giocatori sono sempre stati dalla sua parte, in modo incondizionato. Molti, vedi Sciaudone, Rosafio e Cremonesi hanno rifiutato altre offerte per rimanere nella Reggiana pur sapendo di non essere titolari.

A inizio stagione Aimo Diana si è fatto garante nei confronti di diversi atleti che erano stati messi in discussione. Citiamo uno su tutti Laezza.

L’allenatore, però, conosce benissimo le potenzialità della Reggiana, di una piazza come Reggio Emilia e ha un rapporto speciale con Romano Amadei. Il patron granata è stato il primo a chiamarlo in estate, dopo la deludente eliminazione ai playoff, per chiedergli se voleva rimanere. Ed è sempre stato Amadei a spazzar via le nubi oscure che si erano addensate dopo la bruciante sconfitta a Fiorenzuola.

Il tecnico granata è conscio che Reggio Emilia è un paradiso sportivo perché nel corso della settimana ha sempre potuto lavorare con la massima serenità e nessuna interferenza da parte di tutti, dirigenti compresi.

Il tifo nel corso delle partite è qualcosa di unico perché chi frequenta il “Città del Tricolore” - che sia in uno dei gruppi organizzati o meno - ha la cultura del sostenere la squadra dall'inizio alla fine. Sono state rare le partite in cui i granata sono stati fischiati o contestati.

Il nuovo centro sportivo di via Agosti cancellerà anche le difficoltà a livello di allenamenti quotidiani che sono emerse ai campi di Cavazzoli ma soprattutto è l'entusiasmo della città che può essere un traino affinché la Reggiana possa raggiungere importanti traguardi anche in Serie B.

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