Amadei e le sue 9 promozioni «Ora piantiamo radici in B...»
Anche in Sala Tricolore l’imprenditore è stato il più applaudito
In questi due giorni Romano Amadei ha rubato la scena al presidente Carmelo Salerno e al vice Giuseppe Fico ma non poteva che essere così. Non solo perché è l'azionista di riferimento ma perchè tutti gli vogliono bene, oltre che essergli riconoscenti per i risultati ottenuti. «In quattro anni siamo passati dalla serie D alla serie B» ricorda Romano Amadei, giustamente cancellando la stagione di due anni fa in cui la Reggiana era in serie B quasi senza accorgersene.
La sua bacheca
«Sono successe tante cose – rievoca – meglio pensare al presente». Romano Amadei è alla sua nona promozione da presidente. «Bisognerebbe contarle – sorride – però se penso a quelle col Brescello, poi Modena e Lentigione, forse questa con la Reggiana può essere veramente la nona o forse qualcuna in più».
Morale della favola: si può dire che Romano Amadei è un vincente e lui lo sa benissimo anche se ama scherzarci.
«Mi piace vincere, questo sì ma non sempre è possibile. Lo scorso anno, ad esempio, non ci siamo riusciti perché una palla è andata in alto in alto e ha scavalcato perfino il portiere. Era proprio contro l'Imolese credo, vero? Sì, anche voi lo ricordate».
Romano Amadei non ha mai amato fare tanti discorsi filosofici o motivazionali ma si è quasi sempre affidato alle sue battute tra lo scherzoso e il serio che riuscivano ad arrivare al cuore dei giocatori o dell'allenatore. «In queste ultime settimane – rievoca il patron – sono venuto tre volte ai campi per incontrarvi e diciamo che è andata bene. Siamo stati bravi e fortunati. Quando sembrava tutto compromesso, l'Entella ci ha dato una nuova opportunità e noi l'abbiamo colta al volo».
Romano rende tutto più semplice, ed è proprio questa sua dialettica che colpisce. Un esempio? Dopo la Recanatese il capitano granata era teso e provato e Amadei gli ha detto: «Tu sei Rozzio? Con te abbiamo sempre vinto, quindi... mi raccomando».
Come ama scherzare con Diana: “Sei ancora tu l'allenatore?” partendo dal presupposto che è stato proprio Amadei, nei momenti di tensione, a fare da scudo al mister Diana. Se gli chiedi se questa con la Reggiana è la vittoria più bella della sua carriera da dirigente ti risponde con un sorriso: «Sarà la prossima».
Niente raffronti
Non ama fare raffronti: nella sua vita sportiva si è entusiasmato per la galoppata del Brescello come con la Reggiana.
«A Modena ho vinto la serie B – ripete – a Reggio siamo andati due volte in serie B. Ma non facciamo raffronti». Eppure domenica sembrava voler abbracciare tutti. Ha fatto foto, stretto mani, regalato un sorriso o una battuta a tanti tifosi. Si è alzato in piedi quando gli hanno dedicato uno striscione in curva Sud e lo stadio ha intonato il coro “Romano Romano”. Per la prima volta ha capito, com'è successo a Salerno e Diana, cosa significa vincere a Reggio Emilia.
«È stato bello vedere tanta gente, famiglie intere e tanti ragazzini». Romano, però, è uomo della Bassa e siamo certi che festeggerà questa promozione con gli amici, giocando a carte nel suo chalet che si affaccia su un laghetto all'interno dell'Immergas. Quello è il suo mondo antico.
Al patron Romano Amadei il passato concede credibilità ma è nel futuro che lui si specchia.
Quest'anno all'inizio, in fase di presentazione al Ce.Re., aveva parlato di settimo, ottavo «Puntiamo ai play off», aveva detto con ironia ben sapendo che il suo obiettivo era la serie B. Ora si ripropone la stessa domanda: cosa farà la Reggiana in serie B? Romano Amadei non ha dubbi: «Pensiamo alla salvezza, a rimanere in serie B» .
Poi, però, da ambizioso qual è da sempre, il patron vacilla quando gli si prospetta l'idea della serie A.
Un passo alla volta
«Facciamo un passo alla volta – frena – prima pensiamo a mettere ra\dici in questa nuova categoria». Ma chi lo conosce bene sa che guarderà sempre la classifica verso l'alto e mai chi c'è dietro. Romano Amadei, almeno nel calcio, non ama molto programmare. A questo ci pensano il presidente Carmelo Salerno e il ds Roberto Goretti, oltre al suo fidato dg Vittorio Cattani.
A proposito di Goretti, prima di riprendere la via di Lentigione il patron granata ha accarezzato sulla guancia Roberto come fa un padre a un figlio. Un gesto che vale più di mille parole. Questo è Romano Amadei.
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