«Restate tutti uniti attorno alla Unahotels»
Il capitano suona la carica in vista del match con Trento «Dobbiamo solo pensare a vincere sperando poi di far festa»
Reggio Emilia Chiama a raccolta compagni e pubblico Andrea Cinciarini, invitando a non pensare troppo al futuro a lungo termine, né individuale né collettivo. Ora la priorità è solo battere Trento e confidare in un tonfo di almeno una fra Napoli, Scafati e Trieste.
«Sappiamo benissimo di avere un solo risultato utile e poi, rispetto a quello che poteva essere tre settimane fa non dipende più solo da noi, una delle partite deve andare nel verso giusto» spiega.
Questo è il rimpianto più grosso?
«Alla fine è quello che abbiamo fatto tutto l’anno, e siamo stati in grado di reagire. È praticamente da inizio stagione che siamo sotto e guardiamo ai risultati delle altre, risultati che non ci hanno mai favorito, quando vincevamo noi vincevano anche loro».
Adesso la buca è profonda, però. O no?
«Altre tre volte eravamo messi davvero male, a fine dicembre prima di Pesaro, dopo la sconfitta di Verona e sino ai 35’ della gara di Scafati».
C’è ancora vita, quindi?
«In un qualche modo siamo arrivati qui fra tanti momenti difficili, sappiamo che può ancora succedere molto e possiamo ancora salvarci. Abbiamo già reagito bene».
A che momenti pensa?
«Alle gare con Napoli, con Scafati e con Treviso. Dovevamo vincerle a ogni costo e lo abbiamo fatto».
E qual è la partita che dà più amarezza?
«Sicuramente quella con Brescia, per 35’ li abbiamo tenuti sotto senza Anim e Vitali e sinceramente credo sia stata una delle nostre migliori gare difensive dell’anno. Poi ci siamo persi e abbiamo lasciato accendere Della Valle. Abbiamo pagato l’esito».
Quello che non deve accadere con Trento. La Dolomiti è praticamente già sicura di finire sesta, questo vi aiuterà?
«Non guarderei troppo a questo aspetta, Trento sicuramente ha meritato il piazzamento e ha fatto un buonissimo piazzamento, ma non vuol dire che verrà qui in ciabatte. I professionisti vogliono vincere e pensare il contrario sarebbe l’errore più grande che potremmo fare».
Cosa dovrete fare, allora?
«Sapere che giochiamo contro la sesta in classifica, e che sta a noi partire forte, mettere la gara sui binari giusti dal principio, giocare duro. E poi, toccherà ad altri, a qualche minuto dalla fine, guardare i risultati dei vari campi. Ma noi giocatori dobbiamo pensare alla gara».
Non si aspetta una passeggiata, decisamente.
«Dopo 16, 17 anni di carriera credo di poter dire che nessuno va in campo per non giocare, o per perdere. Non funziona così, semplicemente, è impossibile. Anzi Trento avrà la mente sgombra, di sicuro non verrà a lasciarci il campo libero».
Con la retrocessione i contratti professionistici si annullano. Per lei potrebbe essere l’ultima gara con la maglia di Reggio. Ci ha pensato?
«No e continuo a non farlo, farò di tutto in campo per vincere. Il focus deve andare solo sugli aspetti positive, non ai contratti, alle eventualità o ad altro».
Non si va oltre domenica?
«Dobbiamo vincere e sperare che quando tutto sarà finito sia una gran festa, certo sarà una settimana di passione, come è stata d’altronde tutta stagione».
Quanto aiuterà giocare in casa?
«Mi piacerebbe che fossimo tutti compatti, sono qui a chiederlo da capitano, in campo daremo il massimo e spero sia lo stesso anche sugli spalti. Mi piacerebbe vedere via Guasco compatta».
Un’altra prova di affetto del pubblico?
«Se siamo qui sicuramente sono stati fatti degli errori da parte di tutti, e tanti, spero che i tifosi ci sostengano ancora come hanno sempre fatto in questa stagione, in cui sono sempre stati al nostro fianco, anche quando ci hanno comprensibilmente criticato».
Voi come ci arriverete, a questa gara?
«È una settimana tosta, è normale sia così, noi dobbiamo allenarci al massimo e partire subito forte, mettere la gara nei binari giusti sin dall’avvio. Poi guarderemo al resto».
Sembra crederci ancora parecchio, no?
«Perché non dovremmo? È vero che non dipende più solo da noi ma sicuramente non è ancora finita, ci sono altre tre partite a cui guardare, a noi ne basta una. Però prima di tutto pensiamo a vincere la nostra».
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