De Raffaele è già in viaggio «A Reggio? Sarebbe bellissimo»
«Alla Unahotels c’è tutto ciò che serve per costruire un ciclo»
«Sono accostato a Reggio Emilia? Mi fa piacere, senza dubbio, è una società seria che pensa al futuro, una rarità in questo panorama».
Non si nasconde Walter De Raffaele, uno dei coach più validi e noti fra quelli ancora senza sistemazione dopo la fine della lunghissima parentesi a Venezia, segnata da due scudetti e conclusa con un esonero dopo mesi travagliati. Il 54enne allenatore livornese è fra i più profili più interessante per la Unahotels, nel caso proprietà e general manager decidano di puntare su una guida italiana. E questo interessamento non dispiace a De Raffaele, tutt’altro.
«Mi fa enormemente piacere che il mio nome sia avvicinato a Reggio, si parla di un club storico di cui ho sempre avuto una grande stima», racconta. Come tutto il mondo cestistico, sta seguendo i playoff scudetto che paiono destinati all’ennesimo scontro Milano-Virtus Bologna. Saranno Olimpia e Virtus le finaliste? «Direi di sì, i playoff stanno andando come si poteva prevedere, i valori si stanno delineando come era normale aspettarsi e credo che saranno loro a giocarsi il titolo».
Questi sono i primi playoff da un decennio abbondante in cui lei non è in ballo. È pronto a tornare?
«Assolutamente sì, a Venezia ho passato tredici anni bellissimi, con tante vittorie e tanta crescita, quello è un filo che sempre presente, anche a livello famigliare. Ma ora si cambia...».
È tempo di nuovi panorami?
«Fortunatamente sono ancora giovane e rimettermi in pista mi sembra scontato».
La Unahotels è una delle società che più spesso compare a fianco del suo nome. Ne è contento?
«Sì, come ho detto è un accostamento che apprezzo, per una realtà di cui ho stima, ci siamo incontrati spesso e ho avuto modo di apprezzare la società, sempre molto organizzata, e il pubblico competente e sportivo. Non c’è dubbio, mi fa piacere questo accostamento».
Quindi, in caso le voci diventassero realtà, non si offenderebbe?
«Ah no, assolutamente no, ne sarei contento».
La Unahotels non potrà fare le coppe. Questo non inciderebbe?
«Non è un elemento di preclusione. Reggio è un club molto serio che mi sembra voler ripartire con un nuovo ciclo, lo dimostra l’arrivo del nuovo general manager dopo tanti anni con una precedente figura. Con una proprietà così seria, se si vogliono fare degli anni di transizione per avviare un nuovo percorso, questo di sicuro non è un elemento preclusivo, per me».
No?
«No, Reggio vuol fare un cammino di crescita serio, strutturato, ed è una rarità nel nostro panorama, dove spesso si vive alla giornata, con poca programmazione».
Lei è molto stimato dal pubblico reggiano, che l’ha vista tante volte da avversario. E Venezia è vista un po’ come la “Reggio che ce l’ha fatta”, pensando alle finali scudetto, sfumate per Reggio e concretizzate dalla Reyer. Sarebbe pronto alle aspettative?
«È vero che ci siamo affrontati tante volte in questi anni, è una realtà che ha fatto bene e ha avuto continuità, l’ho potuto vedere in prima persona in tante occasioni, ha ottenuto tanti risultati e se il pubblico mi apprezza non può che farmi piacere».l
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