«Con questa riforma dello sport le società rischiano di chiudere»
I dirigenti si riuniscono domani a Bagnolo per fare proposte
Bagnolo Il calcio dilettantistico è nel “pallone” non tanto per il mercato, l’inizio della preparazione o i calendari; magari fosse così.
Il fatto è che decine di società non sanno come comportarsi a fronte dell’entrata in vigore della riforma sullo sport.
E così domani alle 21 a Bagnolo, alla sala cooperativa “Tempo Libero” di via Provinciale Sud 15/A, si svolge una riunione rivolta a tutte le società dilettantistiche e del settore giovanile per confrontarsi ed elaborare proposte.
Il rischio è che se non verranno messi dei correttivi, molte società non partiranno.
La stragrande maggioranza ha già provveduto all’iscrizione della propria squadra al campionato ma è solo per avere la possibilità di discutere e di dar voce a dubbi e critiche. Per molti presidenti «questa riforma dello sport è la morte del calcio dilettantistico e del settore giovanile». Ma ciò che è più grave è che la Figc sembra non aver capito che moltissime società rischiano di chiudere la loro attività perché avranno difficoltà a gestirle economicamente.
«Ogni giorno ci dicono che deve cambiare qualcosa ma siamo arrivati oltre la metà di luglio e ancora non si capisce nulla - commenta Giuseppe Conti, presidente della Bagnolese – Ho dovuto ricorrere ad un consulente del lavoro per vedere cosa devo fare. Per quanto riguarda la questione dei nuovi contratti dei lavoratori, al di sotto dei 5000 euro di compenso sono esenti da tassazione, ma dovranno essere comunque iscritti all’Inail? C’è poi la questione di dover cambiare gli statuti. Ma se poi prendo un giocatore e non dovesse soddisfarmi, devo tenerlo per tutto il tempo del contratto?».
Fabrizio Oliva, numero uno del Fabbrico aggiunge: «Facciamo due o tre riunioni alla settimana per cercare di capire come muoverci. Ho perfino chiesto la consulenza nell’area mantovana. Io, come altri miei colleghi, non ho ancora potuto tesserare i giocatori. Ci sono tre tipi di contratto che devono essere applicati a seconda dei ruoli, dipendenti, collaboratori, volontari ecc.».
Giancarlo Bruini, direttore sportivo del Rolo, è estremamente preoccupato: «Non è tempo di polemiche ma di proposte. In 35 anni che sono nel calcio non ho mi sono mai trovato di fronte al dubbio se continuare o lasciare. Premetto che io mi adeguerò a ciò che deciderà la maggioranza delle società dilettantistiche. Se fosse per me chiederei subito una moratoria di questa legge. Non posso pensare di dover rischiare a rimetterci eventuali mie proprietà qualora le cose andassero male».
Massimo Bertazzoni, presidente della Riese non ha dubbi: «Quello che è certo è che questa riforma porterà ad un aggravio dei costi ma soprattutto della burocrazia. Stando così le cose non so se il 27 agosto giocheremo Coppa Italia». l
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