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La sfida tra Italia e Stati Uniti ha “spaccato” la Unahotels

Linda Pigozzi
La sfida tra Italia e Stati Uniti ha “spaccato” la Unahotels

Vitali: «Le scommesse partite già al mattino»

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Reggio Emilia Provvidenzialmente incastrata fra due allenamenti - quello di atletica e tiro del mattino e quello di tecnica e tattica di squadra del pomeriggio - il quarto di finale del Mondiale 2023 fra Italia e Team Usa ha “spaccato” la Unahotels almeno a livello di tifo. Di qua il nutrito gruppo di italiani “capitanati” dall’esterno Michele Vitali, uscito dal giro azzurro a causa dei problemi fisici, di là i cinque americani Darion Atkins, Jamar Smith, Kevin Hervey, Briante Weber e Langston Galloway. Quest’ultimo ha svolto col Team Usa parte della preparazione al Mondiale nelle Filippine ed è legato a tante delle stelle del coach Kerr.

Già di fatto chiusa nel secondo periodo di gioco, il quarto di finale ha confermato il pronostico che voleva gli Stati Uniti strafavoriti, lasciando l’amaro in bocca alla truppa azzurra del reggiano Nicolò Melli, stoico e sempre combattivo, e degli ex Momo Diouf, Simone Fontecchio e Achille Polonara che davanti a cotanto avversario ha subito cento punti tondi non riuscendo ad andare oltre quota 63.

«Fin dal mattino - racconta Michele Vitali - in spogliatoio si sentiva già il clima partita e sono partite le scommesse con i nostri compagni di squadra americani su chi avrebbe vinto. Galloway e io abbiamo deciso a prescindere dal risultato ci saremmo scambiati le nostre maglie con le rispettive nazionali. La partita l’ho guardata a casa in famiglia, ovviamente ero molto teso ma purtroppo sul match c’è poco da dire: Team USA ha giocato una partita irreale, tirando con percentuali pazzesche. Bravi loro. Guardando un po’ più nel complesso al Mondiale degli azzurri però, al di là del fatto che deve ancora finire e speriamo si concluda nel miglior posizionamento possibile, penso sia stata una manifestazione estremamente positiva. Credo che si sia continuato a tracciare il percorso che è iniziato da 3-4 anni a questa parte, prima con il quinto posto alle Olimpiadi, poi con i Quarti di Finale gli Europei. Bisogna proseguire con pazienza su questa strada e arriveranno risultati sempre migliori».

«L’Italia mi aveva fatto un’ottima impressione in questo Mondiale - spiega Langston Galloway - penso siano una buona squadra che ha lottato e giocato duro per tutta la competizione. La loro sfortuna è che ha beccato Team USA dopo una brutta sconfitta, quindi la concentrazione era altissima, a maggior ragione in una partita da dentro-fuori non avrebbero mai voluto perdere la seconda partita di fila. Penso che la differenza sia stata nell’aggressività che Team USA ha messo in campo soprattutto in difesa, pressando a tutto campo e forzando palle perse. Questo ci ha dato ritmo in attacco ed abbiamo tirato infatti con ottime percentuali da 3, al contrario dell’Italia. Penso che la differenza principale sia stata lì. Al mattino scherzavo in spogliatoio con Michele e gli altri dicendo loro che avevo imparato una nuova parola in italiano, cioè “scommessa”, perché ero sicuro che alla fine Team USA avrebbe vinto».l




 

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