"Reggiana-Brescia è una sfida per restare in Serie B”
Reggio Emilia: Davide Dionigi, ex bomber granata, sull’attesa sfida in programma domenica 10 dicembre alle 16.15
Reggio Emilia Davide Dionigi, reggiano cresciuto nel Modena, ha indossato la maglia granata nella stagione 1994/95 (10 partite e un gol) ma soprattutto è stato l'allenatore del Brescia nella stagione 2020/21 anche se solo per un paio di mesi.
Quali sono le difficoltà che dovrà affrontare la Reggiana contro il Brescia?
«Con l'avvento di Maran il Brescia ha trovato una precisa identità, ciò che non aveva in precedenza. Maran è un allenatore esperto e di categoria».
Qual è il punto di forza di questo Brescia?
«A prescindere dal modulo di gioco, il Brescia ha un organico di valore e con Maran ha trovato una buona organizzazione. E' una squadra che difende a quattro e imposta a tre e ha come vertice del gioco il centravanti. Un modulo 3-4-2-1 molto duttile».
Gennaro Borrelli è l'uomo da temere?
«È l'attaccante su cui poggia la manovra d'attacco della squadra e a prescindere dalla sua capacità sotto rete, crea i presupposti per lo sviluppo della manovra. La Reggiana dovrà prestare molta attenzione a Borrelli».
Una partita che vale molto per la Reggiana?
«È uno scontro diretto perché tutte le squadre, dai 19 punti in giù, sono nel calderone e rischiano di finire invischiate. Se prima c'era la corsa a evitare i play out, adesso il rischio è di ritrovarsi in zona retrocessione. Per questo definisco Reggiana-Brescia uno scontro salvezza».
La classifica si è fatta pericolosa per la Reggiana...
«Vale per tutti. Se per il momento escludiamo la Feralpisalò, troviamo lo Spezia a 10 punti e la Ternana a 11 poi otto squadre in tre punti. Sono sempre dell'idea che lo Spezia uscirà da questa delicata situazione di classifica, per cui questo scontro col Brescia è di vitale importanza. Pensi: se sbaglio partita mi ritrovo in zona retrocessione e questo ragionamento logora. Pensare di vincere ad ogni costo può diventare un'ossessione. E non va bene...».
Nelle ultime tre partite la Reggiana ha dilapidato un tesoretto di cinque punti di vantaggio sulla zona playout.
«Capisco, ma tutte le squadre, non solo la Reggiana, si sono complicate la vita, proprio perché ora la classifica è stretta e riguarda direttamente la zona retrocessione».
La maggiore criticità, emersa anche nel derby a Modena, è l'approccio alla partita da parte dei granata.
«Sono convinto che i giocatori sapranno dare una risposta in termini di reazione per loro stessi e per i tifosi. Iniziare bene la partita è fondamentale ma detto questo le sfide in serie B vivono di momenti e ci sono mille variabili. Spesso assistiamo a due o tre fasi di gioco all'interno della stessa partita».
Quanto può essere decisiva Reggiana-Brescia?
«Il campionato è ancora lungo e non si deciderà di sicuro domenica. Il rischio è che ci sia una spaccatura tra le squadre che lottano per i playoff e quelle per la retrocessione. Anche girare a 20 o 21 punti non darà sicurezza perché quest'anno la quota salvezza sarà alta».
Qual è il suo giudizio sulla Reggiana?
«È una squadra che ha dei valori ancora inespressi».
Per colpa degli infortuni o per il rendimento dei singoli che non hanno ancora dato ciò che ci si aspettava da loro? «Logico che occorre valutare l'organico al completo, anche se gli infortuni sono una costante di tutte le squadre. Fanno parte della storia di questo campionato. La Reggiana ha alternato ottime prestazioni a veri e propri black-out che rientrano nella fisiologia di un percorso e di questo campionato di serie B».
La Reggiana subisce gol con troppa facilità.
«L'organizzazione difensiva, che nasce dagli attaccanti, è fondamentale per ogni successo di squadra. Occorre ferocia nell'andare a recuperare la palla, nel difendere la propria area».
Le responsabilità quasi sempre vengono attribuite al tecnico.
«Ritengo Alessandro Nesta un ottimo allenatore e non cambio il mio pensiero alla luce degli ultimi risultati. In Italia ci sono poche società coerenti e che nei momenti di difficoltà sono al fianco dell'allenatore e della squadra, la Reggiana mi pare una di queste perché negli ultimi quattro anni la proprietà granata ha sempre dato continuità e fiducia al tecnico. L'ha fatto con Alvini e poi con Diana, sono certo che lo farà anche con Nesta. Due anni fa il Modena ha fatto lo stesso con Tesser che aveva perso cinque delle prime sei partite. Sono queste scelte che alla fine pagano».
C'è un giocatore granata che le piace in modo particolare?
«Bianco mi ha impressionato, perché ha tecnica e gamba, sa ricoprire più ruoli. Mi ha sorpreso Pieragnolo, che non conoscevo e ha un passo da categoria superiore».l
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