Reggiana, l’ex presidente Vandelli: «Salvezza? Sono un po’ preoccupato»
«Il cuore mi dice che possiamo farcela. Io rientrare nel calcio? I granata sono in buone mani»
Reggio Emilia Era arrivato allo stadio per la curiosità di vedere una Sampdoria data in grande crescita e, soprattutto, «per cercare di fungere da talismano, portare fortuna alla Reggiana» e se ne è andato piuttosto preoccupato. Giovanni Vandelli ormai si avvicina ai settantasette anni, le partite le vede soprattutto in televisione, ma la Reggiana la segue, le è rimasta nel cuore- e lui in quello dei tifosi- e per lui rappresenta la grande incompiuta della sua vita sportiva ed imprenditoriale. «Ho notato- dice il giorno dopo- soprattutto una grande fatica a fare gol, si vede che in questo momento è in difficoltà, le manca sicuramente qualcosa, ma non chiedetemi cosa».
Perché?
«Per il semplice motivo che non saprei cosa rispondere, non lo so, lascio il compito a chi è dentro che ne sa e capisce sicuramente più di me, mi spiace soprattutto per Amadei, ci mette passione, soldi, non si tira indietro ed i risultasti non vengono, ci vuole anche un pizzico di fortuna, con la Samp pur avendo sofferto poteva benissimo andare al riposo sullo 0-0 e forse allora la partita sarebbe cambiata».
La domanda che tutti o quasi si pongono, ma ce la farà, la Reggiana, a salvarsi?
«Il cuore ovviamente dice sì, ma non nascondo che un poco preoccupato lo sono, la B la seguo in televisione, tanti giocatori vengono dall’estero, da altri campionati, non li conosci, dai miei tempi è cambiato tanto. Ad esempio, vedo che il Modena sta facendo bene ma sinceramente non saprei dire se ha un organico superiore alla Reggiana, poi i miei amici mi dicono che solitamente il girone di ritorno, mentalmente e per via del mercato, è tutta un’altra cosa rispetto all’andata, quindi incrociamo le dita e speriamo».
Mai pensato di rientrare nel calcio, magari riprendersi la Reggiana?
«No, adesso la Reggiana è in mani migliori delle mie, io poi ormai sono in là con gli anni, la salute è buona ma meglio non esagerare con lo stress, ci vuole entusiasmo, tempo. Si rischiano troppe delusioni e non fa più per me».
Pensavo rispondesse in maniera diversa…
«E cioè?»
Che servono molti soldi…
«Non è quello il problema. Certo, con l’arrivo dei fondi i costi sono aumentati, è quello che dicevo prima, ci vorrebbe un imprenditore facoltoso e sulla quarantina e grande tifoso dei colori granata».
Un Vandelli dell’epoca insomma…
«Bravo, solo migliore nel fare calcio e con più fortuna di me, il mio grande rammarico è di avere speso senza ottenere i risultati sperati, mi resta l’affetto ancora oggi a distanza di trent’anni dei tifosi». l
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