La Reggiana cerca la scossa. Basterà andare sul mercato?
La risalita deve passare dal recupero di alcuni giocatori in rosa
Reggio Emilia A prescindere dalle critiche, sacrosante, nei confronti della Reggiana l’interrogativo che società e staff tecnico si stanno ponendo in questo momento è come uscire dalla crisi. Quali sono gli strumenti, le mosse o le scelte per invertire la rotta e cambiare passo?
I numeri (3 punti nelle ultime sei partite) e le prestazioni condannano i granata a una classifica pericolosa che li vede sprofondare nella zona retrocessione ma piangersi addosso non serve. Il pensiero che anima molti tifosi è che si debba affidarsi al mercato di gennaio per “tagliare” quei giocatori che non hanno corrisposto alle aspettative e inserire in organico pedine funzionali per raggiungere la salvezza.
La prima considerazione, che trae origine dall’esperienza degli ultimi anni, è che a gennaio è difficile trovare rinforzi che possano cambiare gli equilibri. Per lo meno non è accaduto negli ultimi tre anni e in modo particolare nell’ultimo anno di serie B, poiché l’arrivo di Ardemagni, Del Pinto, Laribi, Siligardi e Yao non hanno aiutato la squadra di Alvini.
Molto dipende, a dire il vero, anche dalle risorse a disposizione del ds Goretti. Se alla Reggiana nella stagione 20/21 il mercato non ha portato niente, ad Ascoli, Reggina e Cremonese invece ha cambiato la vita. I marchigiani avevano girato a 14 punti, ultimi, ma nel girone di ritorno hanno conquistato 30 punti. Stesso discorso per la Reggina che girò a 18, arrivano a fine stagione a 50 punti, così come la Cremonese è passata da 19 a 48 punti finali.
Il segreto, quindi, è scegliere le giuste opportunità che offre questo mercato molto complicato. Un’altra soluzione, forse più concreta e fattibile, è recuperare atleticamente e psicologicamente quei giocatori che fino a oggi, per vari motivi, non hanno reso rispetto a quelle che erano le aspettative. Sono otto o nove i granata che possono e devono dare di più se ritenuti idonei dallo staff tecnico al progetto Reggiana e all’altezza della serie B. Facile indicare in Da Riva, Crnigoj, Pajac e Pettinari gli atleti che fino a questo momento hanno inciso poco, così come in Melegoni e Gondo quelli che devono ritrovare una buona condizione fisica.
C’è soprattutto bisogno di recuperare gli infortunati Kabashi, Cigarini e Rozzio e credere anche nel rientro di Vido e Vergara.
L’altro elemento decisivo è dover ridare credibilità e fiducia a un gruppo che oggi appare scoraggiato e in difficoltà, anche sul piano atletico. Compito che spetta allo staff tecnico in prima battuta e poi alla società. Lo stesso Alessandro Nesta deve sentirsi in discussione poiché i numeri per rendimento (1 punto media partita) lo pongono al penultimo posto di questa speciale classifica. Solo il subentrato Zaffaroni (0,77 di media) alla Feralpisalò ha fatto peggio. Questa è la realtà a prescindere dai meriti o demeriti. La scossa a tutto il gruppo deve iniziare da Nesta, anche se è ovvio che lo chef prepara il piatto con gli ingredienti che ha a disposizione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
