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«Sono l’uomo giusto»

Linda Pigozzi
«Sono l’uomo giusto»

L’intervista ad Atkins, centro della Unahotels, che risponde alle critiche: «Qui devo essere uomo squadra e sono felice di ciò che costruiamo»

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Reggio Emilia «Sono convinto di essere l’uomo giusto al posto giusto. Capisco che qualcuno non la possa pensare così, ma è un suo pensiero e non ci faccio caso».

Idee chiare, Darion Atkins respinge al mittente le critiche di chi non lo vorrebbe il centro adatto alla Unahotels. Di certo, però, il 31enne americano sabato scorso al Bigi non ha brillato con la Germani che schierava un pezzo da 90 come Miro Bilan.

Archiviato il ko con Brescia?

«In spogliatoio alla fine della gara c’era tanto rammarico e rabbia perché scendiamo in campo sempre per vincere e a nessuno piace perdere. Allo stesso tempo, a mente fredda sicuramente possiamo comunque vedere il bicchiere mezzo pieno: nonostante la sconfitta abbiamo fatto un altro passo verso la giusta direzione, quella in cui vogliamo muoverci come squadra. Abbiamo combattuto duro e alcuni buoni tiri non sono entrati, ma continueremo a muoverci nella giusta direzione».

Indubbio però che Miro Bilan vi abbia fatto patire. Lei, in particolar modo, è parso in difficoltà...

«La sua performance è stata una delle chiavi del match, anche perché Brescia è molto brava a coinvolgerlo in tanti modi diversi. È un avversario stimolante. Spero di incontrarlo di nuovo per fare un lavoro migliore su di lui, ho anche avuto problemi di falli se no mi sarebbe piaciuto stare in campo un po’ di più per cercare di limitarlo».

Al di là di Bilan, è convinto di essere l’uomo giusto per la Unahotels?

«Mi trovo davvero bene a Reggio Emilia e fosse per me rimarrei qua per tutta la carriera. Riguardo al mio ruolo in squadra: come ho sempre detto ogni gruppo ha caratteristiche ed esigenze diverse. In alcuni momenti della mia carriera c’è stata la necessità che fossi più protagonista offensivamente, qui invece abbiamo tanto talento e quindi devo rendermi utile come uomo squadra, difensivamente e aiutando a rimbalzo. Settimana dopo settimana la mia chimica con il gruppo è sempre migliore e sono contento di quello che stiamo costruendo. Sono convinto di essere l’uomo giusto al posto giusto. Capisco che qualcuno non la possa pensare così, ma è un suo pensiero e non ci faccio caso».

A livello di squadra sono evidenti i progressi difensivi. State raccogliendo i frutti del vostro lavoro?

«Restare concentrati e consistenti sui nostri principi difensivi e continuare a condividere la palla in attacco sono le chiavi su cui continuare a lavorare per arrivare a vincere anche partite contro big come, ad esempio, Brescia».

Siete a un passo dalla qualificazione alla Final Eight. Era il primo obiettivo che vi eravate posti in estate?

«Siamo in ballo e ci farebbe piacere qualificarci. In questa prima parte di stagione abbiamo meritato di essere fra le prime otto. Ma ancora non è detto: dipende da noi, in primis a partire da sabato con Sassari».

Che gara s’aspetta?

«Molto competitiva. Dovremo esser bravi a continuare a mantenere la nostra identità tecnica e decidere il tipo di partita da imporre. Ci sono poi le motivazioni: vogliamo tornare al successo e vogliamo farlo davanti al nostro pubblico».

Ritiene che il livello della lega si sia alzato quest’anno?

«Mi aspettavo una lega così competitiva. Bastava vedere le operazioni di mercato fatte in estate dai vari club per capirlo. Sono grato di far parte di un campionato così bello ed equilibrato e in questo contesto ci stiamo facendo valere bene».




 

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