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Taibi mette in guardia la Reggiana: «Il mercato da solo non basta»

Wainer Magnani
Taibi mette in guardia la Reggiana: «Il mercato da solo non basta»

L’ex ds della Reggina era al Città del Tricolore: «Ho visto una squadra spenta». Sugli eventuali acquisti dice: «Più importante valorizzare chi è già in organico»

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Reggio Emilia A volte il passato ci indica la strada da seguire. Negli ultimi tre campionato di serie B solo poche squadre sono riuscite a cambiare passo dopo aver chiuso il girone di andata in zona retrocessione.

È successo nella stagione 20/21 all'Ascoli (14 punti all'andata e 30 al ritorno) e alla Reggina (18 punti all'andata e 32 al ritorno) e lo scorso anno al Cittadella (19 punti all'andata) e al Venezia (20 punti all'andata) mentre nella stagione 21/22 chi al giro di boa era in zona retrocessione non ha modificato la sua classifica.

«La prima differenza rispetto al passato – sottolinea Massimo Taibi, rubierese adottivo ed ex ds della Reggina – è che quest'anno nella parte destra della classifica c'è una grande ammucchiata».

Nessuno è tranquillo

«A parte la Feralpisalò – dice l’ex portiere del Piacenza – che è in ritardo, ci sono sei squadre in due punti ma anche chi ne ha 21 come il Bari o 20 come Cosenza e Sudtirol non possono sentirsi tranquilli perché basta poco per ritrovarsi invischiati nella zona calda della classifica. Nemmeno Sampdoria e Brescia – aggiunge Taibi – che pure sono a 22 punti possono dormire sonni tranquilli, anche se i loro pensieri in questo momento sono altri, magari i playoff. Tra l'altro gli ultimi risultati evidenziano questo grande equilibrio e un campionato anomalo, dove il fanalino di coda Feralpisalò può battere la Cremonese. Un campionato spaccato in due in cui i risultati non sono mai scontati».

Il caso Reggina

Massimo Taibi è stato il protagonista della miracolosa salvezza della Reggina puntando su una rivoluzione di mercato.

«Il mercato di gennaio – dice l’ex ds dei calabresi – è sempre complicato e ritengo che occorra agire su due aspetti: l'inserimento di giocatori funzionali alla squadra ma anche la rivalutazione di alcuni atleti che sono già presenti in organico. In quella stagione in specifico avevo necessità di un portiere e un attaccante e scelsi Montalto che però fece coppia con Bellomo e non con Petrelli come inizialmente avevamo pensato. Questo per rimarcare che serve coprire determinati vuoti ma è necessario anche sfruttare bene il materiale a disposizione».

C'è un discorso comune a tutte le squadre, sia quelle che hanno cambiato registro sia quelle che sono retrocesse: il cambio dell'allenatore. «Rispetto a venti anni fa – prosegue Taibi – il ruolo dell'allenatore è fondamentale perché un tempo dovevano solo allenare mentre oggi sono più gestori di un gruppo di 28/30 giocatori. L'allenatore deve incidere nella testa dei suoi giocatori, anche perché ad allenare c'è uno staff di preparatori e collaboratori sempre molto nutrito. Baroni, ad esempio, era subentrato a Toscano e ha saputo rivitalizzare Menez o trovare la giusta collocazione a Folorunsho. Le operazioni di mercato devono essere accompagnate dal ricondizionamento di tutto l'organico».

E i granata?

Taibi segue con attenzione il campionato di serie B e sabato era al Città del Tricolore per seguire Reggiana-Sampdoria. «Ho visto una Reggiana in difficoltà, ritengo soprattutto per le tante assenze. La squadra sta pagando gli infortuni che hanno costellato questa prima parte di stagione. Non è semplice rinunciare a giocatori come Cigarini, Crnigoj e allo stesso Gondo che ho visto non in brillanti condizioni fisiche, oltre a Vigo e Vergara. Sono venute a mancare troppe certezze ma nel girone di ritorno possono essere completamente recuperati». Taibi non ha una ricetta per rialzare la testa se non un consiglio: «Occorre mantenere nervi saldi perché sono sicuro che la Reggiana potrà uscire con tranquillità da questa fase di stallo ma occorre rimanere sul pezzo, stare calmi, non farsi prendere dall'emotività del momento e tenere la barra dritta. Il mercato potrà certamente aiutare ma ripeto: occorre utilizzare al meglio tutto l'organico».

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