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Reggiana-Parma, il gran finale «Gioca e vinci per la tua gente»

Reggiana-Parma, il gran finale «Gioca e vinci per la tua gente»

Al Città del Tricolore verrà battuto il record stagionale di presenze per un derby che può essere il giusto premio per una stagione comunque positiva

10 maggio 2024
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Reggio Emilia Siamo stati fortunati e bravi: per il secondo anno consecutivo la Reggiana giocherà l'ultima partita in uno stadio ricco di passione e gremito di tifosi. E' successo il 23 aprile del 2023 quando al cospetto di 14.824 tifosi la Reggiana ha festeggiato contro l'Imolese la promozione in serie B.

Lo stesso accadrà stasera (ore 20.30) superando le 15mila presenze per applaudire una Reggiana che ha conquistato la permanenza in serie B, ciò che non accadeva da 26 anni. Stasera, però, c'è qualcosa in più che anima il cuore del popolo granata: l'atteso derby col Parma.

2.698 giorni

Una sfida che torna al Città del Tricolore dopo 2.698 giorni, era il 19 dicembre 2016. Un derby che ha animato i campionati di serie C e che è sempre stato indicato con la “partita di tutte le partite” forse perché è un confronto anche culturale e storico tra due Province ricche e laboriose ma diverse per mentalità e tradizioni. Non c'è bisogno di scomodare la storia per capire che Reggiana-Parma non è solo una partita di calcio ma c'è molto di più. E' un confronto tra due modi di vivere, anche di linguaggio. Un esempio: il gnocco fritto da una parte, la torta fritta dall'altra eppure stiamo parlando dello stesso gustoso manicaretto. Sono le classiche sfide che durano più di novanta minuti e che anche negli anni vengono ricordate e rievocate. Gli stessi protagonisti entrano di diritto nel cuore dei reggiani. Ancora oggi citiamo il gol di Saverio Albi nel derby al Tardini nel 1986 o i gol di Esposito e Padovano al Mirabello nel 1994.

Questo per far capire ai granata di Alessandro Nesta che chi sarà protagonista stasera lo rimarrà per tutta la vita.

Per la nostra gente

È una partita che non ha risvolti di classifica perché entrambe hanno conquistato l'obiettivo desiderato, il Parma la serie A e la Reggiana la salvezza in B ma è il match che tutti i tifosi hanno atteso da anni.

Nel momento in cui è stato diramato il calendario, per altro molto bizzarro, i reggiani hanno cerchiato la data perché il pensiero fisso era “io ci devo essere”. Ebbene stasera sulle gradinate del Città del Tricolore ci sarà un intero popolo ed è un peccato che sul fronte ospiti sia stata limitata la possibilità di partecipare a questo evento calcistico che tale deve rimanere.

Non sarà stato difficile per Paolo Rozzio e soprattutto per Luca Cigarini far comprendere ai compagni di squadra il significato di questa partita anche se molti hanno origini lontane o sono stranieri. Lo hanno compreso nel corso di tutta la stagione cosa significa indossare la maglia granata, a maggior ragione nei momenti più critici quando proprio i tifosi sono stati i primi a tendere loro la mano. Dal gruppo squadra traspare un concetto ben preciso: lo dobbiamo ai nostri tifosi. C'è anche chi come il ds Goretti si affida alla passione del popolo granata per superare il gap tecnico che divide le due squadre affermando: “per misurarci alla pari col Parma abbiamo bisogno della spinta dei nostri tifosi”.

Gioca col cuore

Il precedente derby col Modena ci ha regalato la miglior Reggiana per grinta, determinazione e voglia di vincere. Qualità che i tifosi granata ammirano, apprezzano e pretendono. Quella è la strada da seguire e da imitare stasera contro il Parma anche se non mancheranno le difficoltà per il valore dell'avversario e per le importanti assente, vedi Rozzio, Sampirisi, Girma, Crnigoj, Gondo e da ultimo il portiere Bardi che non è al meglio della condizione. Una Reggiana che arriva “usurata” come ha rimarcato il vice allenatore Lorenzo Rubinacci, ma che nel tempo è diventata un gruppo vero.

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