Pallacanestro Reggiana, ultimatum a Faried: «Decidi entro domenica o non se ne fa nulla»
La Una Hotels mette fretta al centro ex stella Nba: o accetta l'offerta biancorossa, o il dg Sambugaro batterà altre strade
Reggio Emilia Risposta entro domenica o nulla. Si è data un termine ultimo per attendere Kenneth Faried, la Una Hotels impegnata nella ricerca del centro titolare per completare l’organico. L’ex stella Nba già brillante protagonista nella scorsa stagione rimane la prima scelta, e un accordo di massima tra le parti è stato raggiunto, pur con diversi capitoletti su cui discutere.
La Pallacanestro Reggiana ha però bisogno di chiudere in tempi brevi, considerando che il raduno è fissato tra 10 giorni, il 18 agosto, e che la prima gara ufficiale andrà in scena un mese dopo, il 19 settembre in Bulgaria, nei Q-Round di Bcl. La società non vuole perdere il treno per la coppa, per lo stesso motivo il coach Priftis vuole avere tutti i giocatori a disposizione il prima possibile. Faried è già stato atteso diverse settimane, mentre era impegnato nei playoff del campionato di Porto Rico. La scorsa settimana l’esperienza centroamericana si è conclusa in semifinale, la trattativa si è riaccesa e ora è tempo di concludere o di salutare.
Per ora vi è ancora ottimismo, ma è necessario stringere perché, in caso di mancato accordo, la dirigenza dovrà accelerare al massimo le procedure per un sostituto. Diversi nomi di giocatori ancora senza sistemazione sono già presenti nella lista di Sambugaro, ma è impossibile pretendere che si possa poi arrivare a una conclusione in un giorno. Servirà tempo, a cui aggiungere quello della burocrazia, ancora più nei giorni delle chiusure per le vacanze. La Una Hotels è disponibile a concedere ancora una manciata di giorni al "Manimal", ma se entro il fine settimana non si avrà una risposta sarà necessario scegliere nuove rotte. Anche perché ogni giorno di attesa può comportare l’ingresso in pista di qualche concorrente di vaglia, capace di mettere sul piatto un pacchetto economicamente superiore o magari un palcoscenico più luminoso, come l’Eurolega.
Le buone prestazioni di Faried in maglia biancorossa, così come quelle offerte in Porto Rico durante playoff tirati e appassionanti, hanno ricordato in giro che il lungo del New Jersey non sarà più quello che dominava le aree Nba a Denver ma rimane un centro concreto, in grado di farsi sentire in difesa, a rimbalzo e pure in attacco, soprattutto se gestito con un minutaggio non eccessivo. Qualche formazione di spessore interessata a rimpolpare il pacchetto sotto può essere certamente interessata ai suoi servizi, e più i tempi morti si ampliano più può diventare concreta la possibilità di intromissioni non particolarmente gradite. E attendere per farsi bruciare proprio sulla volata sarebbe una beffa urticante. Da qui, la volontà di mettere un paletto per eventualmente concentrarsi su altri lidi e dare a Priftis tutti i giocatori in tempo utile per la preparazione. Anche perché con un altro centro che non conosce il sistema, qualche allenamento in più sarebbe prezioso.
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