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Reggiana, questa è la mentalità giusta per arrivare alla salvezza: spirito di sacrificio e sostanza

Wainer Magnani
Reggiana, questa è la mentalità giusta per arrivare alla salvezza: spirito di sacrificio e sostanza

Finora i granata hanno mostrato il giusto atteggiamento e una capacità di soffrire che piace ai tifosi, i quali si identificano nella squadra del mister Dionigi

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Reggio Emilia La Reggiana si è dovuta accontentare di un punto rinviando l’appuntamento con la seconda vittoria stagionale ma sono tanti i motivi di soddisfazione che lo stesso allenatore Davide Dionigi ha rimarcato, in primo luogo la mentalità. Una squadra che in queste prime quattro partite di campionato ha sempre saputo reagire dopo i momenti di difficoltà. È stato così a Palermo con il momentaneo pareggio di Tavsan, si è ripetuta contro l’Empoli - ribaltando lo svantaggio - e lo stesso è successo col Catanzaro dopo l’autogol di Gondo. Una capacità di reazione tipica di una squadra che sa che dovrà lottare su ogni pallone per conquistare, alla fine, la sospirata salvezza. Un cammino lungo e tortuoso ma questa è la giusta mentalità. I granata l’hanno dimostrato anche su un campo ostico come Castellammare di Stabia. Una capacità di soffrire che piace ai tifosi granata che si identificano in questo spirito di sacrificio.

Sacrificio e sostanza

In questa Reggiana non c’è solo mentalità e spirito di abnegazione ma anche tanta sostanza. Lo confermano i sei gol realizzati (Tavsan, Gondo, Reinhart, Lambourde, Portanova, Marras) in questo avvio di stagione con sei realizzatori diversi che inducono a pensare che quest’anno i granata hanno aumentato la capacità offensiva. Merito di un ritrovato Gondo, degli inserimenti di Lambourde, Tavsan e Novakovich sta di fatto che contro il Catanzaro il tecnico Dionigi si è permesso il lusso di non utilizzare Girma. C’è anche un aspetto tattico che fa riferimento un preciso concetto impostato dal mister che punta a portare in fretta e per vie esterne la palla sfruttando le fasce laterali. A tale proposito è anche corretto rimarcare un concetto che più volte Dionigi ha sottolineato: la Reggiana non è una squadra che fa del palleggio e del possesso palla la sua peculiarità ma sfrutta le ripartenze e un calcio verticale.

La lettura

Le capacità di un allenatore sono spesso legate ai risultati ma è giusto rimarcare come il tecnico Dionigi, pur utilizzando gli stessi uomini, sia stato bravo a studiare gli avversari prendendo i giusti accorgimenti tattici, vedi Portanova utilizzato come esterno per rafforzare la fascia destra. Lo stesso si può dire nella "lettura" della partita con l’utilizzo del terzetto Charlys, Reinhart, Bertagnoli per fare densità a centrocampo. Il merito va al mister Dionigi e ovviamente a tutto il suo staff.

Emergenza

Forse era difficile da prevedere ma ora la Reggiana ha un’emergenza in difesa perché sono indisponibili i centrali Rozzio, Quaranta e dall’inizio Sampirisi. Il tecnico Dionigi ha affermato che dovrà accelerare il recupero atletico di Giangiacomo Magnani e occorrerà capire cosa intende perché l’ex difensore del Palermo è fermo dal 10 agosto e in queste tre settimane ha iniziato un percorso con i preparatori atletici per ritrovare una buona condizione. In queste ultime due partite (con la Juve Stabia e il Catanzaro) non è nemmeno stato convocato. Questo presuppone un suo utilizzo, al massimo, per uno spezzone di partita. Vedremo in settimana gli sviluppi dato che siamo alla vigilia della sfida contro un Sudtirol. I biancorossi giocano con due granatieri come Merkaj e Odogwu oltre alla torre Pecorino. Il tecnico Dionigi ha piena fiducia nel terzetto composto da Libutti, Papetti e Bonetti ma è evidente che l’ingresso di Magnani potrebbe aiutare e non poco nel gioco aereo.

Minutaggio

Riuscire a far combaciare i risultati con la necessità di schierare dei giovani per il minutaggio non è cosa di poco conto. In questo momento la Reggiana, in cinque partite compreso la Coppa Italia, ha messo a referto minuti 961 minuti con i vari Motta 450’, Bonetti 271’, Bozzolan 134’, Mendicino 90’, Vallarelli 13’e Basili 3’. La convinzione che il portiere Motta e il difensore Bonetti possano essere dei titolari inamovibili, con Bozzolan e Mendicino subito a rincalzo. È bene ricordare che i vari Lambourde e Charlys sono stranieri e non rientrano nel minutaggio.