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La Reggiana con Andrea Papetti suona tutta un’altra musica

Wainer Magnani
La Reggiana con Andrea Papetti suona tutta un’altra musica

II 23enne difensore di scuola Inter è stato restituito nel suo ruolo naturale Adesso come “braccetto di destra” sta dimostrando tutto il proprio valore

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Reggio Emilia Faccia pulita da bravo ragazzo, timido e riservato quanto determinato e duro nei contrasti sul rettangolo di gioco: questo è Andrea Papetti, 23 anni compiuti a luglio che si è legato ala Reggiana con un contratto in scadenza nel giugno 2027. Un “braccetto” di destra, come si usa dire oggi, che si è sacrificato nello svolgere il ruolo di difensore centrale per l’indisponibilità prima di Paolo Rozzio e poi di Giangiacomo Magnani. Un ruolo che non si adatta al meglio alle sue qualità ma che ha interpretato con grande dedizione e sacrificio. Etichettato troppo presto come una mancata promessa del calcio italiano, Papetti ha dimostrato con i fatti e con le prestazioni il suo valore e il carattere che lo contraddistingue. Sempre presente in tutte le dodici le partite di campionato dei granata, più una in Coppa Italia, solo contro il Bari, ammonito dopo venti minuti, è stato sostituito nella ripresa ma in tutte le altre undici partite non ha mai mollato. L’avvio di campionato non è stato dei più agevoli con la sconfitta all’esordio a Palermo ma anche in quella occasione si è presentato in conferenza stampa con grande personalità prendendosi le sue responsabilità. Fino ad Avellino dove ci sono state tre distrazioni pagate a caro prezzo, la Reggiana aveva subito solo un gol di testa, proprio a Palermo.

Ciò nonostante la difesa granata era stata etichettata come un reparto fragile nel gioco aereo. Andrea Papetti è un “vecchio” ma giovane perché pur avendo solo 23 anni ha disputato 105 partite in serie B compresa una nei playoff, undici gare in serie A e tre in Coppa Italia. Milanese di scuola Inter, col Brescia ha svolto la trafila nelle giovanili giocando 45 partite per poi debuttare in prima squadra e alla fine sono 106 le gare con le Rondinelle. Davide Dionigi, che l’aveva allenato a Brescia e quindi ne ne conosceva le qualità tecniche e umane, non ha esitato a chiedere al ds Fracchiolla il suo tesseramento dato che si era svincolato dopo la non iscrizione al campionato del Brescia. Ma “il tempo è galantuomo” e Andrea Papetti, con l’ingresso di Magnani come centrale difensivo, è stato restituito nel suo ruolo naturale di “braccetto” mettendo così in evidenza le qualità che gli sono riconosciute: implacabile nell’uno contro uno, preciso e puntuale nell’iniziare l’azione dal basso, volitivo anche nel proporsi per la manovra d’attacco. Non è un caso se quando ha giocato al fianco di Rozzio e poi di Magnani ha sciorinato delle impeccabili prestazioni, vedi Cesena, Catanzaro, Modena, Entella mentre ha sofferto quando è stato chiamato a fare il regista difensivo contro Sudtirol e Spezia. A Monza ha ritrovato sicurezza con l’ingresso di Magnani, resta la parentesi di Avellino dove non ha precise responsabilità. Voti e prestazioni che testimoniano il concetto iniziale: da difensore centrale fatica, da “braccetto” è una garanzia. Resta il fatto che sotto il profilo dell’affidabilità è un lusso dato che è l’unico giocatore di movimento che ha giocato di più con 1.127 minuti. Solo Portanova ( con 1.119 minuti) si è avvicinato al difensore granata. l © RIPRODUZIONE RISERVATA