Perché in campo con la Una Hotels, due giocatori del Venezia avevano le divise “incerottate”
Horton e Tessitori senza la maglia ufficiale. Non si sa se per un furto o una semplice dimenticanza
Reggio Emilia Ai margini dell’ottava sconfitta consecutiva della Una Hotels, c’è un “caso” che sta rimbalzando in queste ore sui social. Domenica pomeriggio, due giocatori dell’Umana Reyer Venezia – Tessitori e Horton – hanno dovuto “aggiustare” le loro maglie con nastro adesivo, in puro stile minors. Questo perché, appena arrivati al Pala Bigi, si erano accorti che le loro divise ufficiali erano sparite. E così, Chris Horton è sceso in campo non con il suo numero 2, bensì con il 14 di Giga Janelidze, con il nome cancellato dal nastro. Lo stesso che è servito anche a ricreare il numero 00 di Amedeo Tessitori (come si può vedere dalla foto). Il centro italiano, inoltre, ha dovuto giocare anche con pantaloncini non suoi, dato che gli arrivavano a metà coscia e con un numero cancellato con altro nastro nero.
Il mistero rimane, perché contattata la società non è chiaro se sia trattato di un furto o di una dimenticanza. Il fatto certo, è che una volta entrato al palasport di Reggio Emilia, le divise ufficiali di Horton e Tessitori non c’erano più. E quindi è stato necessario arrangiarsi in qualche maniera.
Un “caso” ripreso da diverse pagine social, tra cui anche “La Giornata Tipo”, che scrive: «La perla della domenica arriva da Reggio Emilia-Venezia: è sparita la divisa di Tessitori, forse rimasta in lavatrice a Venezia, forse rubata, e Amedeo scende in modo un po' arrangiato… L'ennesima conferma che tra il mondo del professionismo e quello minors, l'unica differenza è che nel professionismo i giocatori non pagano la quota».