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Pallacanestro Reggiana, trovata l'identità: la mossa Williams e le esclusioni eccellenti di Priftis

Adriano Arati
REGGIO VS BRESCIA
REGGIO VS BRESCIA

Il convincente successo in Croazia lancia i biancorossi, che domani (13 dicembre) se la dovranno vedere con Trieste

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Reggio Emilia Un’identità da confermare. La bella vittoria esterna di Zagabria, unita alla gara comunque vigorosa disputata sabato scorso contro la tostissima Brescia, porta con sé una serie di sensazioni positive sul futuro a breve termine della Una Hotels. Sensazioni che ora vanno confermate nei prossimi impegni in campionato, nonostante un calendario tutto tranne che semplice, con trasferte a Trieste e Tortona inframezzate dal match casalingo con Trento.

Le rivali sono di livello, ma Reggio ha bisogno di incamerare punti, per spezzare l’incantesimo nero della striscia negativa di sconfitte e per mettere punti in carniere e non perdere terreno dalle concorrenti. In qualche modo, ma ora i risultati vanno ottenuti, punto. L’impresa esterna a Zagabria col Cedevita è stata completata con una buona gestione del finale, sinora grande pecca biancorossa, dopo il parziale lanciato da Caupain. Il morale appare buono e, dopo tanto tempo, si inizia a vedere un’identità chiara, anche se ancora non definitiva.

Coach Priftis ha fatto scelte chiare. Al momento il centro titolare è Williams, capace di offrire una superiore tenuta difensiva rispetto a un Echenique che davanti ha bisogno di rifornimenti costanti e dietro soffre parecchio. E Smith, in grande difficoltà, è fuori dalle rotazioni. Anche in Croazia, il veteranissimo è stato impiegato per nemmeno 3’, unendo qualche breve sprazzo di Thor all’impiego di Vitali, Uglietti e Woldetensae. Stessa sorta per Echenique e per Severini, schierato da centro per evitare problemi di falli. Al momento si va avanti con chi dà garanzie, affidandosi al duo Caupain-Barford e agli esterni italiani, al recupero di Cheatham, all’energia di Williams e all’atletismo di Thor, che non sempre potrà segnare parecchio ma è in grado di dare un atletismo superiore. E prezioso, sotto forma di stoppate, aiuti e giocate ben sopra al ferro.

Domani (13 dicembre) a Trieste, contro un’altra squadra con qualche problema di identità e di continuità, sarà questa l’ossatura da cui partire per costruire un’impresa esterna. L’attuale impianto non è perfetto in difesa, anzi, ma è in grado di dare solidità nei momenti caldi e permette in compenso di aumentare non poco la produzione offensiva. Per adesso è importante massimizzare il tutto e vincere in campionato, poi si dovrà anche pensare a qualche scelta. Al momento Smith è il settimo straniero, ma diventa pure difficile immaginare di affrontare il resto della stagione con gli attuali cinque esterni. E in discussione vi è pure Echenique, al momento ai margini o poco più. La scelta è tattica: se si vuol mantenere il doppio centro straniero, inserendo un elemento di maggior impatto difensivo, sarà inevitabile rinunciare al terzo esterno straniero. E va detto che trovare una guardia-ala italiana che possa rimpolpare la rotazione, è un’operazione più semplice rispetto a reperire un cambio del centro italiano. l© RIPRODUZIONE RISERVATA