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L’analisi della partita

Reggiana-Cesena, granata ancora al tappeto: le ragioni della sconfitta

Wainer Magnani
Reggiana-Cesena, granata ancora al tappeto: le ragioni della sconfitta

Una serie di errori trascina la Regia verso il basso classifica, cosa serve per rialzare la testa

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Reggio Emilia La Reggiana incassa la quinta sconfitta consecutiva ed esce dallo stadio tra i fischi e apertamente contestata dalla curva Sud. Una sconfitta amara (la sesta nelle ultime sette partite) che ha la stessa matrice delle precedenti: il Cesena ha sfruttato alla perfezione gli errori commessi dai granata. Nello specifico quello di Charlys in occasione del rigore del pareggio e quello di Quaranta sull’affondo di Shpendi (al suo ottavo sigillo stagionale). Gli imperdonabili errori stanno trascinando la squadra verso i bassifondi della classifica.

 

Che sia un momento in cui tutto gira male lo dimostrano i due legni colpiti nella ripresa da Bozzolan e Portanova che avrebbero potuto almeno evitare questa sconfitta ma quando giochi con la paura, tutto diventa maledettamente più complicato. E pensare che la partita si era messa bene per la Reggiana con il quinto gol personale di Portanova (27’) ma la cosa assurda è che il vantaggio dei granata è durato novanta secondi: il tempo a Charlys di fare un’entrata su Berti che si era già liberato della palla. L’arbitro Galipò non ha potuto far altro che fischiare il penalty, anche perché aveva già sorvolato su un precedente fallo di Rover. Assurdo non saper gestire un vantaggio conquistato con tanta fatica, al primo affondo del Cesena ma questo è il segnale di una Reggiana in preda a una crisi di nervi, ansiosa e timorosa, che si smarrisce con troppa facilità.

Non è nemmeno servito a dare serenità e compattezza alla squadra il gol annullato per fuorigioco a Ciervo a fine primo tempo. Lo scampato pericolo avrebbe dovuto dare alla squadra di Dionigi forza e consapevolezza dei pericoli. Non sono però mancati segnali di una pronta reazione, come l’occasione di Bozzolan prima che la Reggiana ricadesse in errori marchiani: l’occasione di Shpendi sull’errore di Rozzio, con Motta che in quel caso ha saputo sventare il pericolo. Campanello d’allarme che la Reggiana non ha ascoltato e quando Castagnetti al 62’ ha sventagliato un pallone da quaranta metri in profondità per Shpendi, è arrivata la mancata copertura di Quaranta che è stato solo spettatore. E Motta si è fatto trovare impreparato sul primo palo.

Un altro strafalcione difensivo imperdonabile e che ha determinato la sconfitta. È vero che la Reggiana ha avuto una buona reazione e creato diverse occasioni - i già citati legni di Bozzolan e Portanova e qualche altra mischia - ma quando tutto gira per il verso sbagliato anche la buona sorte di volta le spalle. Il derby col Cesena avrebbe potuto ridare forza e autostima a un gruppo che si è smarrito negli ultimi mesi, viceversa la sconfitta ha reso ancora più acuta la crisi di risultati e di fiducia. Come se ne potrà uscire? Potrà aiutare il mercato con l’arrivo di un difensore di personalità come Vicari ma serve qualcosa in più per poter rialzare la testa. Nel calcio l’unica medicina è la vittoria e sabato la Reggiana dovrà andare a vincere a Frosinone, in casa della capolista. Servirà coraggio, grinta, compattezza e fortuna: doti che in questo momento la Reggiana non possiede.  © RIPRODUZIONE RISERVATA