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Reggiana, ora sotto accusa c’è la difesa: i perché della crisi

Wainer Magnani
Reggiana, ora sotto accusa c’è la difesa: i perché della crisi

Il rigore concesso a Berti col Cesena dopo un minuto dal vantaggio di Portanova è sintomatico di una squadra fragile

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Reggio Emilia Quando gli errori individuali sono una costanza, significa che a monte c'è un difetto strutturale. È difficile spiegare, anche da parte del mister Dionigi, come anche le buone prestazioni vengono sempre inficiate da strafalcioni difensivi che compromettono il risultato. Tutti i gol, va detto, hanno una componente di errore da parte dei difensori ma la Reggiana ha un vizietto: offre il fianco con troppa facilità ai goleador avversari.

Basta andare a ritroso per rimarcare come quasi sempre è un singolo episodio a compromettere la partita. È stato così col Frosinone, peggio ancora col Padova e poi a Pescara. Un film dell'orrore che è proseguito al Ferraris contro la Sampdoria per arrivare alle ultime due sconfitte al Mapei contro Venezia e Cesena. Sei sconfitte nelle ultime sette partite, con l'unica eccezione del successo a Mantova dove l'organizzazione difensiva ha retto. Ciò che è disarmante per i tifosi ma soprattutto per lo staff tecnico è la ricerca del punto debole perché a turno tanti granata sono stati al centro di questi strafalcioni. È questo ciò che rende la situazione tutta più complicata e difficile da risolvere, proprio perché non c'è un vero e proprio responsabile. Numeri impietosi I numeri, però, sono impietosi: a prescindere dalla serie di sconfitte nelle ultime cinque partite la Reggiana ha subito 11 gol. I granata hanno perso in tutti i modi: passando in vantaggio com'è successo a Genova contro la Sampdoria e sabato col Cesena, rimontando il risultato com'è stato col Padova e a Pescara. In tutte queste sconfitte c'è un fattore denominatore: l'incapacità di gestire la partita.

Il rigore concesso a Berti dopo un minuto dal vantaggio di Portanova è sintomatico di una squadra fragile sotto questo profilo. Tutto il contrario di ciò che era successo nelle prime dieci partite quando i granata sapevano stringere i denti per portare a casa il pareggio a Castellammare oppure la vittoria al Manuzzi col Cesena oppure i successi con Empoli, Bari e Modena. Un’altra squadra Quella Reggiana non sembra nemmeno lontana parente rispetto a quella degli ultimi due mesi. Non possono nemmeno essere prese a giustificazione le assenze perché nelle prime partite mancavano Magnani, Rozzio e Girma. La differenza era lo spirito di corpo della squadra e nella fiducia che regnava all'interno del gruppo. Ora la domanda è come se ne esce: la risposta è ritrovare la vittoria per dare serenità, fiducia e autostima a tutto il gruppo. Per arrivare a tanto occorre riavvolgere il nastro e ritrovare una Reggiana che gioca da squadra, con una precisa identità di gioco. Contro la capolista Frosinone, con la gara in programma sabato pomerigio, sono attese risposte importanti intal senso.  © RIPRODUZIONE RISERVATA