Brown, Caupain e Barford: il trio d’oro della Una Hotels vale il successo di Udine
Basket Serie A: le prime tre vittorie in assoluto senza Cheatham, la prima mini-striscia positiva in campionato
Reggio Emilia Prima vittoria esterna in campionato, le prime tre vittorie in assoluto senza Cheatham, la prima mini-striscia positiva in campionato. È forse presto per affermare che la Una Hotels abbia definitivamente trovato una propria identità chiara ed efficace, ma certo l’ultima settimana ha regalato sensazioni molto positive sul rinnovato gruppo biancorosso, soprattutto pensando a un passato lontano non più che qualche settimana. La risposta è arrivata al momento giusto, regalando due successi in due scontri salvezza non facili con Sassari e Udine e uno preziosissimo per mantenere il primato in coppa, con il Bosna. Le controprove definitive arriveranno a brevissimo: domani in casa col Cedevita Reggio potrebbe blindare la qualificazione in Europe Cup e nelle due domeniche successive, con Cantù e a Varese, è chiamata a vincere altri due duelli potenzialmente fondamentali per allontanarsi dalle sabbie della zona retrocessione. Ora è 11ª a 4 punti dall’ultimo posto, per costruire un reale margine di sicurezza occorre altra legna in cascina. A metterla, è chiamato il nuovo assetto biancorosso con Brown in regia, Caupain da guardia e Barford e Thor a uscire dalla panchina per bilanciare i due quintetti.
L’innesto di Rossato, tiratore di gran livello e eccellente difensore su tutti gli esterni, darà ulteriore vigore e duttilità. Ma cosa è cambiato? La fiducia, certo, ma anche l’approccio tattico. Brown è un regista bravissimo ad accelerare e a creare superiorità nell’1 contro 1, generando punti in proprio e soprattutto spazio per i compagni e alternative a Caupain. Quest’ultimo, libero dai costanti obblighi di regia, può dedicarsi alla realizzazione con costanza e produttività. Con 15 punti, 6.3 assist, 4.4 rimbalzi e il 56.2% al tiro da due è uno dei migliori esterni del campionato. A Udine, poi, ha brillato Barford, parso invece incerto nelle prime due partite da sesto uomo, ruolo inedito dopo una stagione e mezza da titolare inamovibile. In Friuli ha avuto via libera per attaccare col primo giro di cambi e non ha forzato, ma ha usato la sua forza fisica per attaccare a dovere gli avversari e ha punito i raddoppi, chiudendo con 3/4 da tre, compresa la bomba della vittoria. Nel finale, quando le difese mordevano, il coach Priftis è andato con le tre guardie Usa insieme, affidandosi al talento individuale. Il trio ha ripagato, con un’azione da tre punti a testa. In generale, poter aver insieme tre esterni bravi ad attaccare l’uomo è un grande vantaggio per le volate, anche perché la pericolosità reciproca impedisce ai difensori di battezzarne uno. In questo modo, anche il contorno italiano è sollevato da responsabilità e può dedicarsi alle rispettive specialità, in particolare la difesa, a cui unire gli assalti in area di Uglietti e il tiro da fuori degli altri. Anche sotto canestro il quadro appare meglio definito, Williams è uomo da legna e muscoli e Echenique, a cui non si chiedono più aiuti a 8 metri, può far sentire il fisico nelle chiusure. Severini sta ritrovando fiducia, anche al tiro, e dà minuti utili a gestire Thor, la grande variabile. Il sudanese regala ancora alti e bassi, ma ha momenti di energia e atletismo superiori in cui, tra stoppate, rimbalzi a 3. 5 metri e schiacciate, regala un’energia difficile da eguagliare. Tenere tutto insieme non sarà semplicissimo, vincere – grande e banale verità – aiuterà come sempre. l © RIPRODUZIONE RISERVATA
