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Reggiana-Juve Stabia: pressing alto e tanto fuorigioco. Ecco cosa aspetta i granata con il prossimo avversario

Massimo Sesena
Reggiana-Juve Stabia: pressing alto e tanto fuorigioco. Ecco cosa aspetta i granata con il prossimo avversario

Calcio Serie B: domenica alle 15 al Mapei Stadium gli uomini di Dionigi devono interrompere la serie di sconfitte

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Reggio Emilia Prima o poi, chissà, anche i granata incontreranno un avversario in crisi di risultati e allora chissà. Intanto, domenica alle 15 arriva al Mapei Stadium la Juve Stabia di mister Abate. Una squadra quella delle vespe di Castellamare che dopo aver chinato la testa al cospetto della capolista Frosinone, l'8 dicembre scorso, ha inanellato una serie di risultati utili: dalla vittoria in casa contro l'Empoli, al pesante pari al Manuzzi contro il Cesena, passando per un successo di misura in casa ai danni del Sudtirol, continuando con uno spettacolare 2-2 in casa contro il Pescara, subito riscattato dalla vittoria esterna a Bari e bissata, nell'ultimo turno con la vittoria in casa ai danni dell'Entella. Per la cronaca, nelle ultime tre giornate, sono sempre risultati decisivi i gol di Leonardo Candellone, capocannoniere delle Vespe con 7 gol. Che per fortuna della Reggiana non dovrebbe scendere in campo a Reggio perché l'infortunio in cui è incappato nel match vinto (grazie al suo gol) contro l'Entella è più grave del previsto. Il gioco delle Vespe Invero, anche senza l'apporto del suo bomber la Juve Stabia di mister Abate è un avversario da prendere con le molle.

Squadra di principi, vanta il terzo possesso palla della serie B, dopo il Venezia (62,5%) e il Mantova (59,1%), ci sono i campani che hanno comunque una media del 54%. Un dato, questo, che fa il paio con quello dei passaggi: le vespe ne hanno collezionati 9018. Ottimo anche il dato dei passaggi filtranti: con 90, la Juve Stabia è quarta in graduatoria, un dato che dimostra che quello di Mosti e C. non è un tiki-taka fine a se stesso. Altro dato in cui la formazione di mister Abate è nella top five è quello relativo al pressing, un coefficiente che misura quanti passaggi concede agli avversari prima di interrompere la loro azione: se in questa classifica il Venezia è primo con 6.95, la Juve Stabia è terza con 8.76. Un’arma, quella del pressing, che le “vespe” utilizzano con grande sagacia tattica, riuscendo anche a “coprirsi le spalle”, ovvero abbinando un pressing decisamente alto a una costante applicazione del fuorigioco: Carissoni e compagni sono secondi, anzi “quasi primi” nella classifica degli episodi di fuorigioco in cui i campani sono riusciti a fermare le azioni avversarie mettendo in off-side gli attaccanti dell’altra squadra.

Perché “quasi primi”? Perché a guidare la speciale classifica c’è la Virtus Entella con 44 fuorigioco, seguita dalla Juve Stabia con 43. E quando non basta il fuorigioco a fermare le ripartenze avversarie, allora la squadra di mister Abate non fa complimenti. Lo si deduce dal fatto che Correia e le altre “vespe” sono secondi nelle classifiche dei falli commessi (360, alle spalle del Sudtirol) e addirittura primi per cartellini gialli rimediati sin qui: 56, a pari merito con il Catanzaro. Termometro granata E la Reggiana? Come arriva la squadra di Dionigi a questa sfida che le sei sconfitte di fila e una classifica già pericolante rende quantomai decisiva? Una chiave di lettura, la danno, anche in questo caso, i dati. Ad esempio quelli relativi alle ultime tre partite giocate ( e perse) dai granata di mister Dionigi. È vero quello che dice Dionigi, anche con l’obiettivo di tenere alto il morale dei suoi: contro Frosinone, Cesena e Venezia i granata hanno raccolto meno di quello che avrebbero meritato. E a conforto delle affermazioni del tecnico granata arrivano anche i dati di questi tre match: a secco contro la capolista Frosinone, a segno con Cesena e i lagunari, gli expected goal dei granata erano sempre stati superiori ai gol effettivamente messi a segno. Quello che questi numeri non dicono è invece che quando la Reggiana aveva il vento in poppa (pensiamo alle vittorie nei derby contro Modena e Cesena) raccoglieva più di quanto non seminasse. Ovvero il contrario di quanto avviene ora, confermando che l’equilibrio è un valore che Rozzio e compagni devono continuare a cercare perché potrebbe essere la chiave della salvezza. © RIPRODUZIONE RISERVATA