Per la Reggiana oggi battere la Juve Stabia è d’obbligo. Ecco come si presentano le squadre
I granata in campo alle 15 al Mapei Stadium. Rozzio e compagni devono assolutamente invertire il trend dopo sei ko di fila
Reggio Emilia La Reggiana si gioca oggi (ore 15) la partita della vita contro la Juve Stabia e il tecnico Davide Dionigi non sa su chi potrà contare perché come si usa dire “il mercato propone e il mercato dispone”. È difficile scindere la realtà del campo rispetto al valzer di notizie che vengono date e smentite nell'arco di poche ore. Eppure oggi la Reggiana ha un solo obiettivo per tentare di rimettere in carreggiata la sua stagione: vincere. Le parole stanno a zero. Servono i tre punti per rimanere agganciati alla salvezza, per dare un senso a questa seconda parte di stagione. La Reggiana è viva e l'ha dimostrato a Frosinone e anche in altre partite ma le buone prestazioni non bastano più, servono i fatti, vale a dire i punti. Nemmeno il calciomercato con le sue distrazioni può essere un alibi, anche se è destabilizzante. L'impresa che attende la Reggiana non sarà delle più semplici perché la Juve Stabia è un avversario di assoluto valore come dimostrano i numeri e la sua classifica. Una squadra che ti aggredisce, ti toglie il fiato e ha interpreti adatti per la serie B. La formazione di Abate si presenterà al Mapei-Città del Tricolore con qualche assenza importante, soprattutto il bomber Candellone ma servirà una Reggiana affamata e con gli “occhi della tigre” per poter avere la meglio di questa Juve Stabia che viaggia in zona play off. L'importanza di questa sfida non è solo legata ai tre punti e alla classifica ma è una questione di credibilità, di autostima e di credere concretamente nella possibilità di invertire la rotta. Sono significati più profondi e radicati rispetto alla conquista del successo che pure è indispensabile dopo sette sconfitte nelle ultime otto partite, tra l'altro quattro tra le mura amiche. L'ultima vittoria dei granata al Mapei-Città del Tricolore è stata nel derby col Modena il 28 ottobre 2025. È una risposta necessaria per tutto l'ambiente che si interroga dove sia finita la Reggiana che nelle prime dieci giornate aveva conquistato 15 punti. L'aspetto surreale è che non saranno i nuovi acquisti a determinare una svolta bensì la “vecchia guardia” granata. Toccherà a Rozzio, Libutti, Portanova, Girma e Gondo trascinare i compagni e indicare la via da seguire per uscire dal tunnel della crisi. Spetta ai granata che lo scorso anno hanno compiuto il miracolo salvezza a togliere la Reggiana dalle sabbie mobili della zona retrocessione. Nessun altro, nemmeno i vari Micai, Paz, Benali o Lusuardi. Il mondo del calcio si stupisce come mai un allenatore dopo sei sconfitte consecutive non viene messo in discussione. Nonostante la schizofrenia serpeggiante, soprattutto sui social, Reggio Emilia non ha perso il senso di riconoscenza, la capacità di valutare i meriti e capire le situazioni che si sono venute a creare. Resiste nel popolo granata un senso di responsabilità e di solidarietà. Oggi i tifosi granata, soprattutto la curva Sud tornato ad essere l'unico cuore pulsante del tifo granata, inciteranno e spingeranno la squadra alla vittoria fin dalle prime battute di gioco. Non ci sarà il pubblico delle grandi occasioni ma la risposta in termini di affetto sarà certamente commovente. Reggio è una piazza speciale anche per questo: cinque anni fa non ha messo in discussione il tecnico Alvini nella stagione più amara, perché aveva regalato alla Reggiana la promozione in serie B dopo vent'anni. Lo stesso ha fatto con Dionigi perché lo si deve a Davide e al suo staff se oggi i granata sono ancora in serie B. In questa partita della vita la Reggiana avrà tre alleati: il popolo granata, lo zoccolo duro della squadra e il senso di appartenenza di mister Dionigi. Il tecnico granata sarà costretto a seguire la partita dalla tribuna.
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