Lorenzo Rubinacci nuovo allenatore della Reggiana: l’ex vice di Nesta tenta un’altra impresa salvezza
L’allenatore di Urbino succede all’esonerato Davide Dionigi: martedì sera (ore 20) al Mapei la delicatissima sfida contro il Mantova
Reggio Emilia La Reggiana, a sorpresa, ha deciso di affidare la panchina a Lorenzo Rubinacci. Un allenatore che i tifosi hanno conosciuto e apprezzato come vice allenatore di Alessandro Nesta nella stagione 23/24. Un incarico per questo finale di stagione con un rinnovo automatico in caso di salvezza.
Faranno parte dello staff tecnico il vice allenatore Massimo Lo Monaco che era già presente due anni fa, il collaboratore tecnico Simone Greco e il preparatore atletico Paolo Artico. Lorenzo Rubinacci ha alle spalle una lunghissima esperienza come vice allenatore, sia in Italia che all'estero. Rubinacci, 57enne originario di Urbino, ha legato le sue ultime esperienze come vice di Alessandro Nesta prima a Miami, poi Perugia, Frosinone, Reggiana e quindi al Monza in serie A mentre in precedenza era stato nello staff di Catania, Lecce, Siena, Pescara e Trapani. Un allenatore che a Reggio Emilia si è fatto conoscere e apprezzare per la sua dedizione e competenza, soprattutto nella cura della fase difensiva. Un meticoloso e un pignolo nella varie esercitazioni. Uno stacanovista sul lavoro in campo e soprattutto sempre positivo e votato al dialogo con i giocatori. Memorabile il suo discorso fatto alla squadra poche ore prima del derby contro il Parma quale capo allenatore perché Nesta era squalificato. Un video che gli aveva fatto di nascosto il preparatore dei portieri Marco Bizzarri e che poi è diventato virale, condiviso dalla stessa società.
Un discorso fatto ai giocatori in cui si evidenziava tutta la sua animosità, passione, il senso di appartenenza ma anche il rispetto nei confronti dei tifosi. Un derby con lui in panchina, a salvezza acquisita, che si era concluso in parità e con un caloroso abbraccio finale con tutta la squadra. Immagini che sono rimaste impresse a tutti i tifosi granata che certamente saluteranno con grande affetto il ritorno di Rubinacci sulla panchina della Reggiana.
Certo, ora la musica è cambiata perché per la prima volta Rubinacci sarà chiamato nel ruolo di primo allenatore in un club di serie B. In questo contesto è certamente un debutto ma la sua esperienza e la conoscenza del calcio lo aiuterà a superare i primi momenti d'impasse. La scelta della società di affidarsi a Rubinacci nasce certamente dal fatto che conosce già l'ambiente, buona parte dei giocatori ma soprattutto a Reggio Emilia si sente a casa sua. In questi anni ha sempre mantenuto un cordone ombelicale con la città, i tifosi e il club. Si tratta di una scommessa importante per la sua carriera ma soprattutto c'è un senso di riconoscenza nei confronti di Reggio e della Reggiana.
Sono queste, probabilmente, le ragioni che hanno spinto il presidente Carmelo Salerno a compiere questa scelta che, ripetiamo, abbastanza singolare e inaspettata. In occasione della sfida contro la Juve Stabia erano in tanti gli allenatori accreditati, da Casera e Bisoli ma alla fine ha prevalso la volontà di non perdere tempo e quindi di puntare su un tecnico che ha già vissuto l'esperienza granata e in pratica ha le chiavi del centro sportivo Villa Granata.
Restano da sciogliere i nodi tattici anche se la Reggiana di Nesta e Rubinacci, per certi aspetti, era molto simile a quella che ha mandato in campo Dionigi: difesa a tre (Sampirisi, Rozzio, Marcandalli) due esterni difensivi (Fiamozzi e Pieragnolo) centrocampo a due (Bianco e Kabashi) due pezzepunte come Portanova e Girma con Gondo unica punta. Rubinacci non avrà molto tempo per dare una sua impronta alla squadra perché martedì sera (ore 20) c'è uno spareggio salvezza contro il Mantova che deve portare alla conquista dei tre punti. Un'impellenza che sarebbe stata così con Dionigi e lo stesso discorso vale per la Reggiana di Rubinacci perché il tempo scorre, le partite sono sempre meno e la classifica ora è decisamente preoccupante. Quanto il neo allenatore potrà incidere è realmente difficile da capire ma si spera che almeno sia più fortunato negli episodi rispetto al suo predecessore perché come diceva Napoleone Bonaparte “meglio un generale fortunato che un generale bravo”. In questo momento la Reggiana ha bisogno che anche gli episodi inizino a girare a proprio favore. © RIPRODUZIONE RISERVATA
