I numeri inchiodano la Reggiana: nelle ultime tre partite, dieci gol subiti e uno solo realizzato
Calcio Serie B: squadra “vuota” sotto il profilo mentale e fisico, con Monza bisogna reagire
Reggio Emilia La Reggiana ha fallito sotto tutti i punti di vista uno degli appuntamenti più importanti della stagione e ora si è complicata la vita, non fosse altro che adesso il Bari è anche in vantaggio nel confronto diretto. Le problematiche fanno riferimento ad una squadra che si è letteralmente smarrita col passare del tempo: 10 gol subiti e uno solo realizzato (con Lusuardi, sabato a Bari, sul risultato di 4-0 per i pugliesi) nelle ultime tre sconfitte. Una Reggiana “vuota” sotto il profilo mentale e fisico ma soprattutto una squadra che ha letteralmente smarrito la sua identità di gioco.
La partita al San Nicola contro il Bari era l’occasione per cancellare le sconfitte contro Sudtirol e Venezia ed invece i granata hanno fatto ancora peggio, mostrando un’incapacità di stare in partita che ha scatenato la rabbia dei tifosi. L’altro elemento che deve far preoccupare è proprio l’ambiente esterno che oltre ad essere sfiduciato è diventato insofferente e si è incattivito. A nulla sono valse le parole di aiuto e di supporto alla squadra del ds Fracchiolla, finito nel tritatutto delle critiche assieme al presidente Salerno e naturalmente al mister Rubinacci. Adesso la Reggiana deve cercare di rialzare la testa ma lo dovrà fare, prima di tutto, con le proprie forze, ritrovando un briciolo di credibilità. Il tecnico Rubinacci non è stato messo in discussione dalla proprietà, vuoi per orgoglio, convinzione o per le tempistiche dato che si rigioca appena 48 ore dopo la sconfitta di Bari ma l’appuntamento di domani sera contro il Monza rappresenta l’ultima spiaggia.
Difficile immaginare che l’ambiente granata possa sopportare un’altra umiliante debacle anche se c’è il rischio che nella proprietà subentri un sentimento di rassegnazione. Un altro “avversario” che la Reggiana dovrà sconfiggere, vale a dire dimostrare sul campo che la squadra è ancora viva e pronta a lottare fino alla fine. Sulla carta nessuno può pensare che i granata possano mettere sotto il Monza ma è indispensabile uscire dal Mapei-Città del Tricolore a testa alta rimanendo in partita fino alla fine. Potranno essere gli episodi a determinare il risultato ma l’atteggiamento dei granata non deve mancare. Ci si aspetta una squadra da battaglia che lotti su ogni pallone. Al rischio di rassegnazione si è ribellato il vice presidente Giuseppe Fico che ha usato toni duri ma anche categorici: «Bisogna fare qualcosa, non si può andare avanti facendo queste figuracce». La Reggiana ha conosciuto nella stagione 20/21 la delusione per la retrocessione in serie C ma è stato ancora più cocente il rimorso di non aver lottato per il quartultimo posto quando tutti sapevano che poteva valere il ripescaggio. Quel mancato pareggio a Vicenza che ha concesso al Cosenza il sorpasso in classifica e quindi il successivo ripescaggio in serie B è stato un rimpianto che ha corroso l’anima dei dirigenti e dei giocatori della squadra di Alvini. Vivere di rimpianti è la cosa peggiore e per questo motivo la Reggiana deve sposare con forza il concetto “non è finita finché non è finita”.
Il calendario delle ultime otto partite consegna alla Reggiana la possibilità di giocarne cinque al Mapei-Città del Tricolore (Monza, Pescara, Carrarese, Palermo e Sampdoria) e solo tre in trasferta: Entella, Padova e Modena. Su otto partite ci sono ben sei spareggi salvezza. Non serve stilare tabelle per avere la consapevolezza che non è ancora tutto perduto, ma la squadra deve ritrovare fiducia e spirito di gruppo. Gli assenti non fanno classifica, è inutile versare lacrime per gli infortuni che hanno tolto definitivamente dalla scena i vari Paz, Bozzolan, Rozzio e ora anche Sampirisi. Non servono alibi ma soluzioni, scelte logiche e sensate, figlie di riflessioni e valutazioni anche degli errori commessi. Il classico esempio è il centrocampo che in questo momento fatica a reggere il confronto con gli avversari. A livello difensivo è crollato il “progetto” che poggiava su un regista difensivo. Occorre trovare delle alternative, recuperare i giocatori infortunati. L’aspetto fisico è correlato a quello psicologico ma soprattutto è il duro lavoro settimanale che pagal © RIPRODUZIONE RISERVATA
