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Reggiana-Monza, stasera la sfida per sperare di ripartire

Wainer Magnani
Reggiana-Monza, stasera la sfida per sperare di ripartire

Reggio Emilia: fischio di inizio alle 20 al Mapei Stadium. Ma la strada è in salita

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Reggio Emilia Non puoi pretendere che un ammalato grave corra la Maratona di Reggio ma almeno di provarci. È questo ciò che i tifosi stasera (ore 20 al Mapei-Città del Tricolore) chiedono alla Reggiana che affronterà il Monza, seconda forza del campionato. Che la partita sia “ingiocabile” lo dicono i numeri, la classifica e il momento che sta vivendo la formazione di mister Bianco. Certo, c'è il precedente dello Spezia che non più tardi di dieci giorni fa ha saputo rimontare il doppio svantaggio e vincere la partita. Nel calcio contano gli episodi e i particolari: in quella sfida al Picco il Monza fu costretto a giocare per un'ora in inferiorità numerica. Un a situazione che ha inciso nell'andamento della gara.

Può succedere anche stasera a favore della Reggiana anche se questi episodi occorre andarseli a conquistare. Il popolo granata pretende solo che la Reggiana giochi con orgoglio, dignità e fierezza lottando su ogni pallone. Il tema tattico è mantenere aperta la sfida fino alla fine, non com'è successo nelle ultime tre sconfitte. Questa rassegnazione è ciò che più ha ferito i tifosi granata: aver ceduto le armi alla prima difficoltà. Non c'è peggior compagno di viaggio del rimpianto per ciò che poteva essere e non è stato. Per la gestione di Dionigi abbiamo speso un concetto concreto, reale e basato sui numeri: la sua Reggiana ha perso le partite che meritava di pareggiare e pareggiato quelle che meritava di vincere. Si potrebbe stilare un elenco andando a ritroso nel tempo ma questo non serve più, è acqua passata. Oggi c'è da fare i conti con la realtà della classifica e del campionato. La gestione Rubinacci aveva dato sussulti di rinascita, almeno sotto il profilo motivazionale.

Le vittorie contro Mantova e Spezia erano un segnale che andava in questa direzione. Occorre riavvolgere il nastro e ritrovare lo stesso spirito di squadra, pur avendo a che fare con un'emergenza continua. È innegabile che perdere quattro giocatori (Paz, Bozzolan, Rozzio e Sampirisi) per infortuni traumatici non è cosa di tutti i giorni ma piangersi addosso non serve a niente. Giustamente Rubinacci ha rimarcato che l'allenatore deve trovare delle soluzioni. Questo sarà il suo compito ad iniziare da stasera contro il Monza. Difficile ma non impossibile. La Reggiana ha bisogno di punti ma soprattutto di ritrovare fiducia nei propri mezzi. Il calendario lo conosciamo ormai a memoria: dopo l'ostacolo Monza i granata avranno sei scontri diretti: Entella, Pescara, Carrarese, Padova e Sampdoria. Squadre che sono alla portata anche di una Reggiana “ammalata”. Torniamo al discorso di non avere rimpianti e di giocare fino all'ultimo minuto credendo nella salvezza. Saranno i piccoli passi in avanti, risultato dopo risultato a ridare fiducia e forza alla squadra. Ciò che occorre combattere è la rassegnazione di un destino ormai segnato. Non è così a patto che la Reggiana, già da stasera, dimostri di essere viva e pronta a lottare fino alla fine. Serve questo segnale, a prescindere dal risultato finale perché il vero spareggio salvezza sarà domenica a Chiavari contro l'Entella.

La Reggiana deve anche giocare per riconquistare il suo popolo perché il fattore campo sarà fondamentale in questo sprint finale dato che i granata giocheranno cinque partite su otto al Mapei-Città del Tricolore. I giocatori devono cancellare l'immagine dei tifosi che a Bari lasciano le gradinate del San Nicola dopo un'ora di gioco. Un dissenso silenzioso ma che ha fatto rumore. Stasera la stragrande maggioranza dei tifosi sarà pronta a sostenerli ma sarà necessario un segnale forte e una prestazione degna della maglia granata. © RIPRODUZIONE RISERVATA