Reggiana, mister Rubinacci fa mea culpa: «Forse non sono stato chiaro io»
Dopo la pesante sconfitta con l’Entella l’analisi di cosa non va: «Bisogna capire perchè una volta andati sotto, per noi è più facile mollare piuttosto che restare dentro le partite»
Reggio Emilia Se a Bari era toccato al direttore sportivo Domenico Fracchiolla presentarsi ai microfoni per cercare di spiegare il poker rifilato ai granata dalla squadra di Longo, ieri è toccato al mister Lorenzo Rubinacci l’ingrato compito di provare a dare una spiegazione alla sconfitta sul campo dell’Entella. Una sconfitta senza attenuanti, se è vero che il portiere Micai è stato il migliore in campo. Il passivo, infatti, avrebbe potuto essere anche più pesante dei tre gol subiti, se l’estremo difensore granata non avesse compiuto alcuni interventi decisivi. La prima considerazione riguarda il primo quarto d’ora di gara, con in campo praticamente solo la squadra di casa.
«Sapevamo che l’Entella in casa ha sempre questo tipo di impatto sulla gara - spiega il tecnico granata - e l’avevamo preparata per resistere all’urto, invece non è andata così. E forse non sono stato chiaro io». È invece arrivato subito un gol, oltre a un paio di parate miracolose di Micai. «Il gol era evitabile - prosegue - ma dopo abbiamo iniziato a “masticare” la partita e gli ultimi venti minuti del primo tempo sono stati quelli giusti, con anche qualche occasione». Tutto è cambiato nella ripresa. «Volevamo tenerla viva e restare dentro la partita, cercando il pareggio anche in funzione di una svolta con i cambi. Invece, con l’espulsione di Novakovich, che non ho visto, è stata un’altra partita. Poi avete visto come è andata». L’accento torna però ancora su quel primo quarto d’ora che, di fatto, ha cambiato la storia della gara. «Sono state palle lunghe, corner, rimesse laterali: quando vai sotto pressione su queste situazioni capisci che l’impatto sulla partita è stato sbagliato. E questo mi fa pensare che non sono stato bravo a farmi capire dai giocatori». Ma soprattutto sono i numeri a condannare la Reggiana al penultimo posto in classifica: 13 gol subiti nelle ultime cinque partite e uno soltanto realizzato, da Lusuardi, sul 4-0 per il Bari. «Succede che, una volta andati sotto, per noi sia più facile mollare piuttosto che restare dentro le partite, “masticarle” e provare a recuperarle. Le ultime gare hanno evidenziato proprio questo aspetto debole». Gol che, per assurdo, sono stati subiti contro squadre che lottano con i granata per la salvezza, mentre contro il Monza la porta era rimasta inviolata. «Monza ormai è il passato. Guardare sempre il film all’indietro ci fa solo male. Dobbiamo invece capire perché ci sia questo atteggiamento fragile e perché ci siano partite “sì” e partite “no”». C. F. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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