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La Reggiana esonera Rubinacci: perché è stato scelto Bisoli e non hanno richiamato Dionigi

Wainer Magnani
La Reggiana esonera Rubinacci: perché è stato scelto Bisoli e non hanno richiamato Dionigi

Calcio Serie B: dopo la sconfitta con l’Entella la decisione. Il nuovo allenatore arriva con un contratto fino a fine stagione con il rinnovo automatico in caso di salvezza

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Reggio Emilia È stato il patron Romano Amadei – come si usa dire – “a prendere il toro per le corna” e così ieri attorno alle 16 ha convocato nel suo ufficio tutti i soci e i dirigenti della Reggiana per decidere il cambio dello staff tecnico: esonerato Rubinacci, dentro Pierpaolo Bisoli. Una scelta ufficializzata nella serata di ieri con i due comunicati di rito. È stata una decisione ponderata, presa a bocce ferme mettendo sul tavolo un elemento imprescindibile: i risultati negativi ottenuti nell’ultimo mese e mezzo.

Sotto la gestione Rubinacci la Reggiana ha infilato quattro sconfitte nelle ultime cinque partite, conquistando un solo punto, subendo 13 gol e realizzandone solo uno. Numeri impietosi, da retrocessione: 9 punti in 9 partite con una media di un punto a gara. Nella decisione hanno avuto un peso rilevante le prestazioni della squadra che si è letteralmente smarrita sotto il profilo della personalità e dell’atteggiamento in campo. Le vittorie contro Mantova e Spezia sono un lontano ricordo e non sono state quel volano che la società auspicava, così come il buon pareggio col Monza è stato solo un palliativo. Sono stati i fatti cioè i risultati a far precipitare la situazione così com’era stato per Dionigi. L’elemento deflagrante che si è inserito dopo la sconfitta di Bari e soprattutto dopo la debacle di Chiavari contro l’Entella è l’insofferenza dei tifosi e l’incattivirsi di tutto l’ambiente. A Chiavari il presidente Salerno ha avuto un faccia a faccia con i tifosi e più in generale si sarebbe instaurato un clima di “caccia alle streghe” che avrebbe reso l’aria irrespirabile per i dirigenti e gli stessi giocatori. In particolar modo sulla graticola è finito il direttore sportivo Fracchiolla ma nessuno è stato risparmiato. Sarebbe stato difficile e molto complicato disputare le ultime sei partite di campionato in questo contesto, soprattutto dovendone giocare quattro su sei al Mapei-Città del Tricolore.

Senza contare queste due settimane di sosta prima di arrivare alla sfida di lunedì 6 aprile contro il Pescara in un clima a dir poco avvelenato. L’altro elemento che per primo il patron Romano Amadei - ma anche tutti gli altri soci - hanno voluto trasmettere all’ambiente granata è la volontà di cercare in tutti i modi di difendere la categoria. La proprietà con questa mossa vuole dimostrare che intende fare di tutto per salvare la Reggiana anche attraverso un sacrificio economico qual è l’arrivo di un terzo staff tecnico. La scelta di non richiamare Davide Dionigi è figlia di una lacerazione molto profonda nei rapporti tra il tecnico reggiano, il presidente Salerno e il ds Fracchiolla ma anche con alcuni giocatori. Riportare Dionigi sulla panchina della Reggiana avrebbe voluto dire creare un vero e proprio terremoto a livello di gestione del gruppo squadra e a livello dirigenziale. Un “o io o lui” che avrebbe creato forti spaccature che la Reggiana non si può permettere. In questo momento cruciale del campionato non è una questione di identità di squadra o di capacità nel sviluppare un gioco offensivo ma di provare a fare quei punti necessari per arrivare almeno a disputare i playout. Oggi è l’obiettivo reale che questa Reggiana si può permettere. In questa logica la scelta più sensata è stata quella di pensare a un allenatore come Pierpaolo Bisoli che ha carisma, personalità ed esperienza per scuotere la squadra e l’ambiente granata. Bisoli era già stato uno dei candidati del ds Fracchiolla per la successione di Dionigi ma poi la scelta venne dirottata su Rubinacci anche per volontà del presidente Salerno che lo aveva conosciuto ai tempi della gestione Nesta. Bisoli arriva con un contratto fino a fine stagione con il rinnovo automatico in caso di salvezza. Del suo staff faranno parte il vice Giuseppe Angelini e il figlio Davide come match analyst, mentre sono stati confermati il preparatore atletico Paolo Artico e il preparatore dei portieri Simone Clemente così come i preparatori Spaggiari e Alberini. l © RIPRODUZIONE RISERVATA