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L’intervista

Reggiana, le prime parole di mister Bisoli: «Farò di tutto per la salvezza. Ai tifosi prometto massima dedizione»

Wainer Magnani
Reggiana, le prime parole di mister Bisoli: «Farò di tutto per la salvezza. Ai tifosi prometto massima dedizione»

Calcio Serie B: per il nuovo allenatore «il primo obiettivo è il quartultimo posto, poi se siamo bravi alzeremo l’asticella». Ma avverte: «Ho bisogno di tutti, dal presidente al magazziniere»

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Reggio Emilia Travolgente. È questo il termine migliore per descrivere Pierpaolo Bisoli. Il nuovo allenatore della Reggiana è letteralmente un fiume in piena: contagioso, simpatico, schietto ma soprattutto si ha immediatamente l’impressione che sia l’uomo giusto per la Reggiana per ottenere la seconda miracolosa salvezza. «So che risulterò antipatico a molti di voi per il mio passato ma oggi io sono un tifoso della Reggiana – premette –. Mi vedrete sempre con questa divisa granata addosso e non me la toglierò mai. Sono tre giorni che vivo nel centro sportivo ed è un ambiente spettacolare. A mia moglie ho detto che se non riesco a centrare la salvezza, avrò sempre il rimpianto di non aver la possibilità di fare qualcosa d’importante il prossimo anno».

Come può pensare di centrare la salvezza?
«Devo a tutti i costi portare in porto la nave. Come ci riuscirò? Ancora non lo so ma so che ce la dobbiamo fare, tutti assieme. La storia della Reggiana e la tifoseria lo meritano».
Cosa l’ha spinta ad accettare di prendere una squadra terzultima a sei giornate dalla fine?
«È un rischio, lo so ma ho una visione romantica del futuro con la Reggiana. Se la salvo, con due o tre ritocchi il prossimo anno potremo divertici».
Conosce a fondo la Reggiana?
«Ho visto allo stadio tre partite: le vittorie Bari e Cesena e un pareggio. E ogni volta che la vedevo dentro di me dicevo “questa è la mia squadra” per le caratteristiche. Sei attuali granata sono stati già con me e quindi mi conoscono. Datemi tempo due o tre giorni e avrò ben chiaro tutto».
Si può fare una tabella di marcia?
«Il primo obiettivo è il quartultimo posto, poi se siamo bravi alzeremo l’asticella al quintultimo posto e via dicendo. Ho bisogno di tutti, dal presidente al magazziniere. Non c’è un uomo che può salvare la Reggiana bensì un gruppo di lavoro».
I tifosi sono amareggiati e arrabbiati.
«Per noi sono fondamentali. Li conosco bene perché sono stato loro acerrimo nemico anche se ogni volta ho sempre avuto parole di confronto. So di essere in debito con loro: sono qui anche per questo. Martedì sera sono stato ad una festa degli sponsor e ho avvertito uno straordinario entusiasmo come se la Reggiana fosse a metà classifica. Non bisogna disperdere questo entusiasmo dei nostri tifosi-sponsor».
Cosa si sente di promettere loro?
«La massima dedizione. Sarò in prima fila se si perde per prendere i fischi e dietro tutti quando si vince per ricevere gli applausi ma sappiate che daremo tutto per la Reggiana. Questo ve lo posso assicurare. Così come capisco che adesso le parole non servono ma c’è bisogno di punti e la maglia va sudata. Vivo di entusiasmo, lo sport è passione e senza i tifosi non si può andare da nessuna parte”. Il debutto sarà col Pescara. “È una partita che non possiamo sbagliare. Dobbiamo fare noi il primo passo e dimostrare ai nostri tifosi che siamo degni della loro fiducia e che qualcosa è cambiato». In mattinata ha parlato ai giocatori che impressione ha avuto?
«Ho trovato un gruppo depresso ma del resto i giocatori non sono dei super eroi ma degli uomini che hanno bisogno di essere incoraggiati e sostenuti. Tutti siamo tifosi della Reggiana e vogliamo rimanere in serie B, io per primo perché ci voglio essere anche il prossimo anno». Com’è stato il primo contatto? «Domenica sera mi ha chiamato il ds Fracchiolla ed è stato molto gentile anche se in passato avevo già rifiutato una sua proposta».


Quaranta giorni fa avrebbe accettato la proposta della Reggiana?
«Se oggi sono venuto in macchina, un mese e mezzo fa sarei venuto in bicicletta».
Su quale aspetto lavorerà in modo principale?
«Abbiamo subito 52 gol e quindi devo subito mettere mano alla difesa».
È una sua peculiarità la fase difensiva.

«Mi definiscono un “catenacciaro” ma va bene, non mi interessa, per me conta portare a casa il risultato. Non guardo in faccia a nessuno. Il bel gioco? A parte che dobbiamo intenderci cosa vuole dire. Se giochi male e vinci vuole dire qualcosa di bello ci deve essere. Alla fine il tifoso guarda la classifica».

La Reggiana ha evidenti difficoltà offensive.

«Non me lo so spiegare perché abbiamo un parco attaccanti di assoluto livello».
Sentirà Rubinacci o Dionigi?
«No. So cosa stanno passando ma è nelle regole del calcio. Io ho subito otto o nove esoneri, quindi è tutto nella norma, anche se sono loro vicino».
Quale sarà il suo modulo tattico?
«Di sicuro giocherò con la difesa a quattro, non amo il concetto di “uomo contro uomo” ma chiederò alla squadra di giocare sempre in trenta, quaranta metri sia in fase difensiva sia offensiva».

Perché è così ottimista?
«Non so bluffare. Credo che nella Reggiana ci siano valori superiori alla media. Quello che ci manca è vincere i contrasti. I miei giocatori non possono cadere per terra. Non li cambierei con nessun’altra squadra a parte Monza e Venezia ma devo saper sfruttare le loro qualità».

Ci sarà da soffrire fino alla fine.

«Dovremo godere nella sofferenza. Questo è il nostro principio: non c’è godimento senza fatica e sacrificio».
Facciamo un esempio: Rover può essere un quinto di difesa?
«Non voglio mancare di rispetto nei confronti dei miei predecessori ma per me Rover è un giocatore offensivo».
Girma sarà l’uomo decisivo?

«Gli ho parlato e gli ho detto che il talento da solo non basta se non è al servizio della squadra».
Che approccio ha avuto con la squadra?
«Ho subito tracciato una linea ben precisa: sopra il bene della Reggiana c’è solo la propria famiglia. Chi ci vuole stare dentro bene, altrimenti alzi la mano. Non voglio risultare simpatico, darò delle precise regole e il concetto è che dobbiamo saper soffrire».

Qual è la prima regola che imporrà?

«Andare a cena tutti assieme: se si vince pago io, altrimenti pagano i giocatori».

Farà allenamento a porte chiuse?
«Non dipenderà da me. Di sicuro non vi darò mai notizie false o farò pretattica sulla formazione».

Prenderà in considerazione anche i giovani della Primavera?

«Ora ho poco tempo».
Chi è realmente Pierpaolo Bisoli?

«Non prometto fumo ma sostanza. Sono un allenatore atipico, non ho un agente, non vado a vedere le partite, sono leale con tutti. Non ho paura di dire le cose come stanno, non si vince tenendo nascosto la formazione. Sono un aziendalista e alleno anche una sedia ma a modo mio e in campo decido io. Non sono social, non amo la tecnologia esasperata e a volte non ho un buon rapporto con i giornalisti perché per me è bianco o nero, la zona grigia non esiste».

Ha già pensato a un fioretto per la salvezza?

«Ci sto pensando ma vorrei coinvolgere tutta la città. Ma di sicuro lo farò volentieri». © RIPRODUZIONE RISERVATA