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Basket, la sfida di Pasqua con l’EA7 per una Pallacanestro Reggiana al top

Adriano Arati
Basket, la sfida di Pasqua con l’EA7 per una Pallacanestro Reggiana al top

Il posticipo potrebbe riservare gioie per la Una Hotels, il team di Poeta accusa la stanchezza

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Reggio Emilia Alle prese con stanchezza, pressioni, voci di mercato ma pur sempre di una qualità tecnica e atletica superiore. L’EA7 Emporio Armani Milano prossima rivale della Una Hotel nel posticipo pasquale fissato alle 17 di domenica, rimane la formazione italiana con la rosa migliore, quella più profonda, con maggior talento individuale e con una taglia fisica senza controparti. Come spesso accaduto in questi ultimi anni, tutte queste doti non hanno dato risultati adeguati in Eurolega, dove la qualificazione ai play-in appare molto complessa, e ha avuto inevitabili ricadute in campionato. Le gare senza sosta, i viaggi lunghissimi, gli infortuni che si moltiplicano a causa degli impegni serrati lasciano il segno e Milano non è certo l’unica, non vi è grande d’Europa che non abbia pagato il conto. In gara singola, la stanchezza e gli acciacchi si possono far sentire e qualche partita è stata lasciata per la via, oggi l’Olimpia è quarta e deve ancora effettuare il turno di riposo, la rincorsa alle primissime piazze e al vantaggio del fattore campo appare difficile.

Proprio per questo, l’EA7 Milano non può permettersi di perdere ulteriore terreno in campionato, anche se la priorità, ora come ora, è quella di sopravvivere agli ultimi match di coppa, di trovare un equilibrio e di sistemare l’infermeria. Di sicuro, la formazione allenata dai due Peppe ex reggiani, il capo allenatore Poeta e l’assistente Mangone, non è contenta di affrontare la Una Hotels di questo periodo, capace di stendere l’una dopo l’altra le due regine della classifica, Virtus e Brescia. I biancorossi sono nel miglior momento della stagione, hanno la fiducia al tiro e l’energia per ribattere ad armi pari all’incerottata EA7. O almeno per provarci, perché se l’Olimpia rende a pieni giri non c’è nulla da fare per nessuno. Una cartolina al riguardo è la gara dell’andata, la durissima lezione impartita a domicilio alla Una Hotels il 2 novembre, un 61-93 arrivato proprio nel cuore della crisi reggiana. Un risultato che tutt’ora brucia e che potrebbe pure dare un’ulteriore motivazione al gruppo di Priftis. Prima di tutto, vi sarà però da prepararsi alla consueta battaglia fisica.

Il centro Nebo e l’ala forte LeDay sono tra i nomi più chiacchierati del mercato europeo, se stanno bene danno una miscela di fisicità, verticalità e agilità rara, e arginarli rimane il grande tema. Se c’è una squadra che ha qualche possibilità è proprio Reggio, grazie a un Thor che a doti atletiche viaggia nella stessa dimensione e alla condizione dei due centri Echenique e Williams, mai così determinati e attenti pure in difesa. Il centro di riserva Booker, ancora un commovente professore in attacco, è fermo, ci sarà spazio per Diop e per capitan Ricci, sempre concretissimo. Negli esterni, molto dipenderà dall’infermeria, quando ha potuto Poeta ha puntato su rotazioni con Brooks, Ellis, Guduric e Shields, quattro giocatori alti e forti oltre che di gran classe, dotati di leve e tonnellaggio in grado di far faticare chiunque. Ma a muscoli sta bene pure Reggio, grazie a Caupain e Barford, e anche qui i contatti saranno abbondanti. Le varianti? Mannion, riscoperto di recente e sempre in grado di segnare e creare in pochi minuti, e Rossato, difensore capace di gettar sassi anche negli ingranaggi più rodati.l © RIPRODUZIONE RISERVATA