Reggiana, mister Bisoli dopo la sconfitta con Pescara: «Mi vergogno, primo tempo imbarazzante»
Reggio Emilia, il tecnico non cerca alibi: «Non abbiamo vinto un contrasto. Troppa paura, squadra bloccata». E rilancia: «Io voglio i play out, a costo di allenarmi con 14 giocatori»
Reggio Emilia È notte fonda per la Reggiana, che dopo la sconfitta per 3-1 di ieri scivola all’ultimo posto. Pierpaolo Bisoli è categorico: «Mi vergogno del nostro primo tempo: è stato imbarazzante». Il bisonte sbranato dal delfino. Una squadra senza personalità, poco organizzata e sempre seconda sul pallone: «Siamo ancora troppo impauriti», ha detto il tecnico.
Mister, del suo carattere, di quella ferocia che lei trasmette, non si è visto niente...
«È vero, non sono passati alla squadra alcuni concetti basilari. Non abbiamo vinto un contrasto nel primo tempo, neanche uno. Mi assumo tutte le responsabilità, la prima frazione è stata veramente brutta. Si è vista una squadra impaurita e bloccata: serve scavare a fondo. Io voglio i play out, a costo di allenarmi con 14 giocatori. Dobbiamo ripartire dalla buona mezz’ora di calcio che abbiamo proposto dopo lo 0-2».
Oltre alla prestazione è stato deludente anche l’atteggiamento dei suoi uomini, che ne pensa?
«Quando si perde, la colpa è sempre dell’allenatore. Ho detto questo in spogliatoio ai miei ragazzi. C’è ancora tanta, troppa paura: siamo attanagliati dal timore. In 15 giorni è difficile rivoluzionare una squadra, manca personalità e lo si è visto chiaramente dopo il primo gol, quando siamo crollati emotivamente ancora prima che calcisticamente. Coi cambi ho dato una scossa e si è visto il cambio di passo. Con Reinhart in campo il centrocampo è sembrato più solido».
Non sarebbe stato il caso di coprirsi maggiormente in mediana, visto che il Pescara ha giocato a tre e poteva sfruttare anche le due mezze punte?
«Reinhart è entrato bene, è un giocatore importante, ma ha meno gamba di Charlys e Belardinelli. Non ho ancora la squadra così tanto in mano da poter effettuare un cambio dopo venti minuti, non volevo mortificare nessuno. Comunque non è una questione di modulo, ma di interpretazione del ruolo».
Insigne ha messo in grande difficoltà la retroguardia granata. Non andava forse marcato a uomo a tutto campo?
«Lorenzo è sicuramente un grande campione, e lo ha dimostrato ampiamente. Noi in difesa eravamo in superiorità numerica giocando a 4, il problema è stato che nessuno è stato spregiudicato e si è assunto la responsabilità di dire: “lo prendo io”».
Lambourde è stata forse l’unica nota positiva della partita di ieri. Cosa ne pensa?
«È un giocatore forte. Anche Gondo è stato importante quando è entrato, nessuno difende la palla come lui». l © RIPRODUZIONE RISERVATA
