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Reggiana, cosa succede ora: dalla sfida col Palermo alla corsa salvezza, tutti gli scenari

Wainer Magnani
Reggiana, cosa succede ora: dalla sfida col Palermo alla corsa salvezza, tutti gli scenari

Calcio Serie B: dopo il ko con Padova, ci sono altre tre sfide cruciali per i granata e conoscere il proprio destino

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Reggio Emilia Se la Reggiana ha perso in malamente le partite contro le pericolanti Pescara, Bari ed Entella e non è riuscita a battere il Padova, pur dimostrandosi superiore, come può pensare il tecnico granata Pierpaolo Bisoli di superare sabato il Palermo? Nel calcio tutto è possibile ma in questo caso l’unica richiesta realistica che si può chiedere ora alla Reggiana è di concludere dignitosamente questa stagione, anche se c’è l’ipotesi di una beffa finale: il ripescaggio della squadra che perderà i playoff per la mancata iscrizione di una squadra al prossimo campionato di serie B. Possibile? Lo si potrà capire soltanto nelle prossime settimane ma in casa della Juve Stabia gli scenari futuri non sono rassicuranti.

La Juve Stabia, stando alle indiscrezioni, ha in Francesco Agnello il nuovo proprietario del club che ha rilevato la maggioranza assoluta delle quote dal gruppo Solmate, tanto che il presidente Polcino era all’oscuro di tutto questo e quindi si è dimesso. I tifosi granata conoscono bene Francesco Agnello e sanno che ci si può aspettare di tutto. Per il club di Castellammare di Stabia il futuro è ancora da decifrare anche se il campo parla di una squadra che si giocherà la serie A ai playoff. Vivere sulle disgrazie altrui non ha senso e non è corretto anche perché nella Reggiana spirano venti inquieti relativi all’incertezza per il futuro. Spetterà al maggior azionista, Romano Amadei, fare chiarezza sul prossimo campionato e, nel caso, lanciare un messaggio di continuità oppure palesare la possibilità di un cambio della proprietà. Tornando alle questioni di campo, il tecnico Bisoli dopo la sconfitta a Padova ha rimarcato «ci andremo a riprendere contro il Palermo i tre punti persi all’Euganeo». Una disperata reazione, un messaggio di massima fiducia? Lo si potrà capire sabato pomeriggio.

Il 25 aprile si affronteranno al Mapei due squadre che sono agli opposti in tutto e per tutto: numeri, punti, risultati, budget. Solo nelle ambizioni e nei sogni le due squadre hanno qualcosa in comune: il Palermo culla ancora il sogno della promozione diretta in serie A ma probabilmente dovrà passare dai playoff, la Reggiana vorrebbe la salvezza attraverso i play out ma per il momento è un obiettivo lontano due punti perché i granata non possono arrivare a pari punti col Bari con cui hanno il confronto diretto in svantaggio. Il tecnico Pierpaolo Bisoli nel giorno del suo insediamento aveva chiesto di poter arrivare all’ultima giornata contro la Sampdoria a 37 punti. È una possibilità ancora reale ma è un traguardo che i giocatori devono conquistare sul campo con un pareggio e una vittoria contro Palermo e Modena. Impresa che oggi come oggi sembra disperata. Questo finale di stagione ha fatto aumentare ancora di più i rimpianti per ciò che poteva essere e non è stato a iniziare dalla scelta del tecnico Pierpaolo Bisoli. Nell’ambiente c’è la convinzione che la classifica oggi sarebbe potuta essere diversa se, per il dopo Dionigi, si fosse optato per Pierpaolo Bisoli anziché Lorenzo Rubinacci dando “peso” al pensiero di una parte dei giocatori.

Del resto Bisoli ha ripreso i concetti che Dionigi aveva sempre portato avanti privilegiando l’aspetto agonistico e la corsa. Caratteristiche indispensabili in questo campionato di serie B per poter sopravvivere. Le differenze tra i due allenatori sono tante ma questo è un concetto che li accomuna. I rimpianti per quanto riguarda l’allestimento dell’organico i rinforzi invernali appartengono forse più ai tifosi che non al tecnico Bisoli che anche alla vigilia della trasferta di Padova aveva rimarcato la bontà della rosa a disposizione. Su questo capitolo, però, se ne potrà parlare a lungo. La Reggiana è uscita tra gli applausi dei mille tifosi presenti all’Euganeo e questo è uno dei tanti motivi per cui i granata hanno un obbligo nei confronti dei tifosi: onorare fino alla fine la maglia che indossano iniziando dalla sfida di sabato contro il Palermo. Chiudiamo con l’annullamento del gol a Novakovich, un episodio che ha fatto discutere e dividere i tifosi e gli addetti ai lavori che hanno interpretato, come hanno fatto l’arbitro Mucera e il varista Prontera, il regolamento: fallo di Sorrentino su Rover o viceversa? Nel calcio c’è una legge non scritta che recita: chi vince gode, chi perde spiega. E purtroppo per la Reggiana è così. © RIPRODUZIONE RISERVATA