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Motta, dall’addio alla Reggiana a “eroe” con la maglia della Lazio

Wainer Magnani
Motta, dall’addio alla Reggiana a “eroe” con la maglia della Lazio

In meno di tre mesi il giovane portiere è passato dalle critiche in granata a conquistare la finale di Coppa Italia

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Reggio Emilia La vita è fatta di porte girevoli e di occasioni da prendere al volo. Così è stato per il portiere Edoardo Motta che in 93 giorni è passato dal banco degli imputati per un errore di piazzamento nella sconfitta della Reggiana nella partita contro il Cesena a essere eroe di Coppa Italia con la maglia della Lazio per avere parato quattro rigori di fila. Tutto in poco più di tre mesi. Nelle sue lacrime a fine partita c’è tutto questo: sofferenza, gioia, riscatto e riconoscenza per chi gli ha dato fiducia.

Motta fuori dal rettangolo di gioco è sempre stato un ragazzo tranquillo e riservato, a volte timido. Ama vivere in campagna tanto che nel suo primo anno in granata aveva alloggiato all’hotel Master a Cadelbosco Sopra per trasferirsi poi l’estate scorsa in un appartamento, sempre a Cadelbosco perché preferiva la tranquillità. Non si concedeva molte serate mondane e a cena lo si trovava quasi sempre alla pizzeria La Perla a Cadelbosco, a volte in compagnia dei ragazzi che vivono in albergo ma spesso anche da solo. «Un ragazzo educato, delicato e rispettoso» dicono di lui. E il suo volto fresco, pulito è piaciuto ai tifosi italiani, non solo ai laziali.

La carriera di Edoardo Motta è stata fortemente condizionata dall’arrivo in granata di due professionisti: prima Gianluca Vecchi e poi Marco Bizzarri. Motta è arrivato in granata nel luglio del 2023 per volontà di Gianluca Vecchi, allora responsabile tecnico del settore giovanile. Formato alla scuola Juventus prima di fare esperienza, sempre a livello giovanile, nell’Alessandria e nel Monza cui cui Motta aveva vinto il campionato Primavera2: per questo motivo l’ad Galliani decise di riscattarlo ma la Juventus ha esercitò la clausola del contro riscatto. Nel frattempo si era inserita infatti la Reggiana in virtù dei rapporti privilegiati che Vecchi aveva con il ds Giuntoli fin dai tempi del Carpi.

Per chiudere il cerchio occorreva l’assenso della famiglia di Edoardo e in questa logica la Reggiana ha potuto avvalersi dell’esperienza maturata in questi anni nella gestione scolastica dei ragazzi che arrivano da fuori provincia. Garantirgli una maglia in Primavera2 e la possibilità di allenarsi con la prima squadra non sarebbe stato possibile senza un rapporto privilegiato con il preside Giuseppe Calabria dell’istituto scientifico paritario Fermi di Carpi ad indirizzo sportivo dove il portiere si è poi diplomato. È stato questo passaggio a far convincere la famiglia e l’agente di Motta della bontà della scelta della Reggiana.

Il resto l’ha fatto poi Edoardo sul campo risultando spesso il migliore nelle 26 partite disputate del campionato Primavera2 ma soprattutto convincendo, giorno dopo giorno, prima Alessandro Nesta, poi William Viali e infine Davide Dionigi.

Nella sua evoluzione sportiva è intervenuto l’allora allenatore dei portieri Marco Bizzarri che l’ha accompagnato dalla Primavera al debutto in serie B, alla soddisfazione di vestire la maglia dell’Italia Under 21. Una crescita esponenziale interrotta quest’anno per il passaggio di Bizzarri al Sassuolo. Il preparatore dei portieri reggiano è stato il suo maestro in tutto e per tutto nel corso degli ultimi due anni e mezzo. Motta ha avuto come maestro Bizzarri e come modello Francesco Bardi.

Dopo la disgraziata partita del 17 gennaio scorso contro il Cesena, il futuro di Motta era di lasciare il posto all’esperto Seculin sull’onda delle forti critiche di quasi tutto l’ambiente granata. Sarebbe stato forse l’inizio del suo declino. Ma in quel momento che è sbocciata l’opportunità di cedere Motta alla Lazio che doveva sostituire il portiere Mendes ceduto al Bournemouth. La Lazio ha versato alla Reggiana un milione di euro (il 50% andrà alla Juve) più 200mila euro, più un diritto del 5% sulla futura rivendita.

Edoardo era destinato a svolgere il ruolo di dodicesimo e così è stato per cinque partite fino a quando il titolare Provedel ha subito un infortunio alla spalla che l’ha messo ko per tutta la stagione. Così Motta è stato chiamato all’esordio proprio contro il Sassuolo del suo “maestro” Bizzarri. Con la maglia della Lazio ha giocato fino ad oggi sei partite di campionato e per tre volte (Milan, Bologna e Napoli) è rimasto imbattuto ma è diventato l’eroe di Coppa Italia parando quattro rigori di fila, consentendo alla Lazio di vincere per 3 a 2 conquistando la finale.