Reggiana in Serie C. Il ds Fracchiolla: «Il primo responsabile sono io»
L’amarezza del direttore sportivo granata: «Subito dopo la partita ai dirigenti la prima parola che ho detto è scusa»
Reggio Emilia «Non mi sono mai nascosto, il primo responsabile sono io». Reggiana-Sampdoria è finita da pochi minuti ed è il direttore sportivo Domenico Fracchiolla a prendere la parola per primo in sala stampa. Si assume tutte le responsabilità per questa amara retrocessione. Il ds siete accanto al mister Bisoli, che ringrazia perché «ha ridato dignità alla squadra che era morte» ma la sua riflessione è più ampia e riguarda un’annata partita molto bene e finita nel modo peggiore. «In questo momento ho tanti flashback in testa ed è normale ripensare a tutte le situazioni, facendo mea culpa – dice Fracchiolla–. Qualcosa, a un certo punto della stagione, si è incrinato. È un vero rammarico se si pensa all’ottimo inizio».
Il ds granata ci mette la faccia perché «quando si perde bisogna avere dignità» e ricostruisce alcuni situazioni che hanno determinato la discesa in C. Non fa nomi e cognomi, tanto meno entra nel dettaglio di esoneri e scelte tecniche, ma afferma: «Ho sbagliato tempi e modi nel prendere alcune decisioni. Avrei dovuto essere più impattante, quando ho chiamato Pierpaolo Bisoli gli ho chiesto di dare dignità perché non ce l’avevamo più, mi sono lasciato andare perché era chiaro che la squadra non esistesse più. Col mister Bisoli abbiamo rammarico perché ci siamo giocati delle partite alla pari, prima entravamo in campo già sconfitti, dopo abbiamo lottato. Con l’Entella, ad esempio, dopo venti monuti potevamo essere sotto 3-0. Analizzeremo con la società le situazioni, ma è chiaro che qualcosa abbiamo sbagliato».
Lo sfogo di Domenico Fracchiolla prosegue ma è complessivo, senza cerchiare un caso rispetto ad un altro. Impossibile però, sollecitato dalle domande dei cronisti, non entrare nelle dinamiche del mercato di gennaio che ha cambiato, a detta di tanti, l’andazzo con le partenze di Motta, Tavsan, Magnani e Marras: «Non potevamo trattenere quei giocatori, il nostro mercato ha svoltato con la cessione di Motta – precisa–. È chiaro che da qualcun mi sarei aspettato di più, in altre decisioni, invece, avrei dovuto essere più impattante». Dopo le pesanti sconfitte di Chiavari e Bari la retrocessione pareva ormai segnata, invece Fracchiolla riconosce il fatto che la squadra ha dato tutto fino alla fine: «Ribadisco che il mister è stato bravo a rianimare una città ed arrivare sino alla fine con qualcosa da giocarsi. Sapevamo che nessuno ci avrebbe regalato nulla, purtroppo non è bastato». Le sue parole sanno di addio, anche se nessuna decisione è stata presa. Col contratto in scadenza e con un profilo ormai poco gradito alla piazza, le strade del dirigente e della Regia sono destinate a dividersi dopo un solo anno: «Per me è un’occasione professionale persa, ho visto subito dopo la partita i dirigenti e la prima parola che ho detto è scusa. Così come quando le cose vanno bene è naturale prendersi la scena e gli applausi, allo stesso tempo bisogna essere degli uomini quando le cose vanno meno bene. Questa – conclude – è la vita».l © RIPRODUZIONE RISERVATA
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