Reggiana, cosa succede dopo la retrocessione: i conti, il Cda, cosa farà Amadei
Si ipotizza una perdita d’esercizio che sfiora i 7 milioni, in settimana la riunione che sancisce l’uscita di Cattani
Reggio Emilia La Reggiana è già proiettata al futuro, al prossimo campionato di serie C anche se la prima mossa che dovrà fare il Cda granata sarà valutare la proiezione del bilancio consuntivo che ipotizza una perdita d’esercizio di 6,9 milioni di euro. Un disavanzo trimestrale che la proprietà nel corso della stagione ha sempre onorato ma ora è il momento di tirare le somme. Una perdita di 6, 9 milioni resa ancora più amara dal risultato del campo che ha visto la retrocessione della Reggiana dopo tre anni consecutivi in serie B. Nel corso della settimana è in programma una riunione del nuovo Cda granata vista l’uscita del vice presidente Vittorio Cattani, che oltre ad analizzare i conti dovrà gettare uno sguardo al prossimo campionato. Al centro del confronto tra Amadei, Salerno, Fico e Imbergamo ci sarà una approfondita riflessione sulla figura del presidente. Incarico, questo, che dal 10 dicembre del 2020 è stata affidato dal patron Romano Amadei a Carmelo Salerno. La scelta della massima carica del club spetterebbe all’azionista di maggioranza e per questo motivo Salerno ha svolto il ruolo di presidente pur essendo un azionista di minoranza, così come in passato lo era Luca Quintavalli.
La nomina del presidente e l’assegnazione delle deleghe, soprattutto quella relativa alla gestione tecnica è il primo nodo da sciogliere. Amadei a più riprese ha sottolineato la volontà di parlare con Salerno per conoscere la sue intenzioni, anche in considerazione delle difficoltà ambientali che sta vivendo visto l’evidente strappo con la tifoseria, almeno con la Curva Sud. Ci sono anche i risvolti economici da tenere presenti perché è indubbio che in questi sette anni Salerno ha messo nel club molte risorse (la cifra stimata è di circa 8 milioni) e la prospettiva è di un ulteriore salasso. Amadei difficilmente farà un discorso di competenza perché sa che nel calcio le scelte si possono sbagliare. L’altro tema di discussione che sarà messo sul tavolo è la possibilità di trovare nuovi partner per gestire al meglio la società.
Il “paracadute” che la Lega di serie B metterà a disposizione per le 4 squadre retrocedenti è complessivamente di 5, 5 milioni e sarà suddiviso in base a un criterio in base agli anni di milizia in serie B. La Reggiana rientra nella fascia A perché ha tre anni di serie B alle spalle e il contributo massimo è di 1,9 milioni ma potrebbe ridursi drasticamente con la retrocessione in Serie C di Sudtirol o Bari che sono entrambe in fascia A così come lo Spezia. Solo il Pescara ha disputato un solo campionato di serie B e quindi avrà un “paracadute” ridotto. Ultimo elemento di discussione ma non per importanza sarà capire se ci sono realmente delle possibilità di poter trovare dei partner che possano condividere il percorso con l’attuale proprietà. Di questo se ne parlerà anche nel tavolo di confronto richiesto dall’assessora Stefania Bondavalli alla presenza del sindaco Massari. Delle tante ventilate “cordate” pronte a rilevare la maggioranza del club, per ora, non c’è traccia e dato che siamo ormai nell’imminenza del campionato 26/27 appare abbastanza utopistico ipotizzare un cambio radicale della proprietà. Il patron Romano Amadei a più riprese ha rimarcato la sua volontà di ripartire dalla serie C cercando di allestire una Reggiana competitiva per tornare subito in serie B. Fatti i conti, tirato le somme, sarà questo l’ulteriore tassello da mettere a fuoco. Prima di tutto a chi affidare la presidenza e la conseguente delega tecnica anche se i due incarichi possono essere anche disgiunti. In questi sette anni Salerno ha sempre ricoperto il ruolo di presidente, amministratore delegato con la delega per la gestione tecnica. È stato lui in questi anni a scegliere il direttore sportivo anche se Doriano Tosi l’aveva di fatto “ereditato” quindi, poi ha scelto per la sua non conferma a favore di Roberto Goretti e in seguito ha optato per la promozione di Marcello Pizzimenti, braccio destro di Goretti, per poi arrivare a Domenico Fracchiolla. Una delega che il presidente granata ha esercitato con impegno e anche in modo allargato entrando nelle decisioni tecniche riguardanti l’indicazione dell’allenatore, con gli ormai famosi casting a Modena e partecipando alle trattative per l’ingaggio dei giocatori. In pratica un presidente-manager alla Beppe Marrotta. Non è un caso se in questi giorni alcuni direttori sportivi sono stati contattati per avere una disponibilità di massima per la Reggiana. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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