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L’intervista

Grassi, la gioia per la finale scudetto e le voci sulla Reggiana: «No, io sono concentrato su uno sport etico»

Nicolò Valli
Grassi, la gioia per la finale scudetto e le voci sulla Reggiana: «No, io sono concentrato su uno sport etico»

l patron del Valorugby festeggia la storica qualificazione alla finale scudetto e risponde alle indiscrezioni che lo vorrebbero interessato alla Regìa: «Altri sport sono basati solo sul denaro»

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Reggio Emilia Ha aspettato il fischio finale, poi ha fatto esplodere tutta la sua gioia lanciando, sul prato verde del Mirabello, il suo tipico cappello da cowboy con cui l’abbiamo imparato a riconoscere e identificare in questi anni, tra gli applausi e le risate di staff e giocatori. Il Valorugby è in finale scudetto per la prima volta nella sua storia e in questo risultato c’è tanto del patron Enrico Grassi. Il suo processo improntato sui giovani, a cui si sono affiancati investimenti di qualità, sta finalmente dando i proprio frutti: «Sicuramente è un grande successo – afferma il presidente il giorno dopo la vittoria nella semifinale di ritorno contro Viadana –. La cosa più bella, però, credo sia aver avvicinato tanta gente a uno sport meraviglioso come il rugby».

Presidente, contro Viadana è stata una battaglia ma avete ribaltato il ko della sfida d’andata...
«In settimana avevo chiamato i giocatori in videoconferenza, dicendo loro che il segreto sarebbe stato fare il secondo tempo allo stesso modo del primo. Siamo passati in vantaggio di misura, poi abbiamo gestito anche se non è stato facile. Stavolta è toccato a noi».
Dopo la Coppa Italia sollevata al cielo, adesso c’è una finale da vincere. Si aspettava una stagione simile?

«La squadra è molto competitiva, e lo dimostra il fatto che in casa non abbiamo mai perso e anche fuori casa abbiamo subito davvero poche sconfitte. Il gruppo, poi, è davvero coeso».
Di chi sono i meriti di questo traguardo raggiunto?
«Di tutti, dal coach Violi, capace di proporre un gioco moderno, ad un ds di personalità alla dirigente e braccio destro Valeria Prampolini che controlla tutto».
Lei è diventato proprietario della società nel 2018. Siete cresciuti anno dopo anno...
«Quest’anno la palla ovale a Regio compie 80 anni ed era l’anno giusto per festeggiare qualcosa. Il vero cambio di strategia è avvenuto due anni fa quando abbiamo puntato tutto sui giovani del nostro settore giovanile e credo che da questa finale tutto il nostro movimento potrà trarre giovamento».
Ora l’appuntamento è per il 2 giugno, per fare davvero la Storia. Che sensazioni ha? «Sappiamo che in gara secca può succedere di tutto, l’avversario è di valore ma ce la giochiamo». Siete pronti per la doppietta campionato-Coppa Italia?
«Potremmo competere per il triplete. Non va infatti dimenticata la vittoria in stagione regolare che non assegna un trofeo ma che per il nostro club è stato comunque uno step da non trascurare».
Al Mirabello, sabato, c’erano quasi duemila reggiani. Si aspetta un’invasione a Padova?
«Padova non è proprio a due passi, ma l’idea di trascorrere magari un weekend festivo all’insegna del turismo e del rugby può essere un buon volano». Lei, ovviamente, ci sarà... «Certo. Parto tra poco con mio figlio per le vacanze, ma torno apposta. Non voglio perdermi la finale...»
Mentre Lei insegue il sogno Tricolore, si rincorrono le voci che la vorrebbero interessato a rilevare la Reggiana Calcio. Ci ha fatto un pensiero?
«No, io sono concentrato su uno sport etico e formativo e improntato sui giovani, questa è la strategia. Altri sport sono basati solo sul denaro e basta».
Eppure Lei è anche presidente della Vianese Calcio...
«Quello è un discorso diverso, è una realtà dilettantistica».
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